Indonesia, il vescovo di Ruteng: "Dio porterà alba nuova nel buio del sisma"
Fr. Kasmir Nema, SVD – Flores
Il terremoto che ha scosso l’isola indonesiana di Flores “ha portato enorme sofferenza”, ma è proprio “nella fragilità che possiamo avvertire la presenza della grazia di Dio”. Non perde la speranza il vescovo di Ruteng, Siprianus Hormat, nel commentare ai media vaticani la mobilitazione della Chiesa cattolica nelle comunità più colpite dal sisma di 7.7 verificatosi ieri nell’est dell’Indonesia. Mentre il bilancio delle vittime è salito a 53 e il numero degli sfollati è stato aggiornato a 5.900, dopo che oltre 900 case sono andate distrutte, il presule constata amaramente che “quanto rimane è distruzione e rovine, lacrime e profondo dolore” ma, nonostante ciò, trova la forza per incoraggiare la popolazione sottolineando che Dio porterà “una nuova alba nel buio del terremoto”.
L'aiuto della Chiesa
La diocesi di Ruteng ha subito distribuito aiuti d’emergenza attraverso le parrocchie; mentre sono state fornite tende per gli sfollati e per i pazienti evacuati dall’ospedale regionale. Per via delle continue scosse di assestamento, inoltre, il vescovo Hormat ha chiesto che le Messe vengano celebrate all’aperto e in luoghi sicuri piuttosto che nelle chiese. L'isola di Flores è abitata in maggioranza da cattolici, un'eccezione nell'Indonesia largamente musulmana. Il direttore esecutivo di Caritas Indonesia, Fredy Rante Taruk, ha spiegato che la Conferenza dei vescovi dell’Indonesia guidata dal suo presidente, l’arcivescovo Antonius Bunjamin Subianto, ha espresso pieno sostegno alle operazioni di aiuto umanitario. “Questo disastro ci invita ad agire attraverso l’amore e la solidarietà cristiana”, dichiara padre Taruk. Caritas Indonesia ha attivato la risposta di livello 3, di colore arancione, e ha impiegato i suoi membri per la valutazione dei danni, la raccolta dei dati e il coordinamento delle operazioni di soccorso. Postazioni di aiuto umanitario sono state istituite nelle quattro diocesi più colpite: Ende, Maumere, Ruteng e Labuan Bajo. Punti di transito logistico a Surabaya e Kupang stanno agevolando il movimento delle donazioni e delle forniture per l’isola di Flores dalle altre parti dell’Indonesia. “Caritas sta mobilitando ogni parte della Chiesa per lavorare insieme, rafforzare la collaborazione e sostenersi l’un l’altro, in modo da rispondere a questa situazione umanitaria rapidamente ed efficacemente”, dichiara il direttore esecutivo di Caritas Indonesia, sintetizzando l’intervento con l’espressione “Una Chiesa, una risposta”.
I danni alle parrocchie
Nell’arcidiocesi di Ende, una delle più colpite dal violento sisma, alcuni gruppi di esperti mobilitati dalla Chiesa cattolica stanno facendo una valutazione dei danni nelle parrocchie di Ndona, Maurole, Aeramo e Aimere. In quest’ultima località una chiesa è crollata. Una parrocchia di Aeramo è invece stata adibita ad alloggio temporaneo per gli anziani sfollati; mentre a Maumere Caritas sta lavorando con le autorità locali e la Croce Rossa indonesiana per fornire alla popolazione interessata dall’allerta tsunami acqua potabile, cibo e kit igienici. A Ruteng oltre 50 chiese, inclusa la cattedrale, hanno subito danni consistenti. E Caritas ha allestito tende di emergenza presso l’ospedale regionale, dove sta aiutando nelle operazioni per evacuare i pazienti visto che continuano le interruzioni di elettricità. A Labuan Bajo, infine, si stanno valutando i danni su 150 abitazioni; mentre le comunicazioni con alcune parrocchie rimangono ancora molto difficili.
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