Cisgiordania, Israele vuole trasferire poteri dall’Idf alla polizia. Tensioni a Gaza
Vatican News
Continua senza sosta la pressione israeliana nei confronti dei territori della Cisgiordania nello Stato di Palestina. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha chiesto all’Idf di presentare entro due settimane un piano per trasferire alla polizia le attività di controllo civile in Cisgiordania. "Non permetteremo violenze e azioni di giustizia fai-da-te da parte di soggetti non autorizzati", ha affermato Katz durante una riunione di sicurezza alla quale hanno partecipato anche il capo di Stato maggiore, Eyal Zamir, e il comandante del Comando centrale, Avi Bluth. La proposta è stata subito accolta con favore dal ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, che l’ha definita "un passo significativo verso la sovranità israeliana in Giudea e Samaria", chiedendo anche che la Guardia di frontiera e i poteri sugli arresti amministrativi vengano trasferiti dall’Idf alla polizia, sotto la responsabilità del suo ministero.
La reazione palestinese
Dura la reazione dell’Autorità nazionale palestinese (Anp). Il vicepresidente dell'Anp, Hussein al Sheikh, citato dall’agenzia ufficiale Wafa, ha parlato di "una flagrante violazione del diritto internazionale" e di un nuovo tentativo di imporre la sovranità israeliana sulla Cisgiordania nello Stato di Palestina. Nelle stesse ore Wafa ha peraltro riferito di una nuova serie di violenze attribuite ai coloni: incendi appiccati a terreni palestinesi nel villaggio di Turmus Ayya, a nord-est di Ramallah, due giovani feriti a Beita, a sud di Nablus, e veicoli palestinesi danneggiati nell’area di Tuqu’, nei pressi di Betlemme. Segnalato anche un attacco a un acquedotto che rifornisce alcune comunità palestinesi a est di Tubas. Secondo i media palestinesi, un’ambulanza diretta a Turmus Ayya per contribuire allo spegnimento dell’incendio sarebbe stata fermata dall’esercito israeliano. Sul dossier delle violenze dei coloni potrebbe intervenire direttamente anche Washington. Secondo Channel 12, una delegazione di alti funzionari statunitensi intende visitare nei prossimi giorni Qusra, villaggio a sud di Nablus, per verificare sul terreno la situazione e chiedere alle autorità israeliane come intendano affrontare il fenomeno. La scorsa settimana l’ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee, aveva definito "terroristi israeliani" i coloni responsabili delle violenze a Qusra.
Gli occhi su Gaza
Resta intanto aperto anche il fronte di Gaza. Dopo un incontro di circa quattro ore con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, l’inviato statunitense, Jared Kushner, ha affermato che i primi passi verso il disarmo di Hamas potrebbero cominciare entro un mese, con la consegna delle armi e, successivamente, il riempimento dei tunnel. Un generale statunitense dovrebbe supervisionare il processo. Israele ha ribadito che non procederà alla ricostruzione della Striscia né al ritiro completo delle proprie forze prima della smilitarizzazione di Hamas. Una linea che non basta all’ala più a destra del governo: il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, ha chiesto la «piena conquista» di Gaza e il ritorno degli insediamenti israeliani. Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza nazionale, ha invece invocato nuove uccisioni mirate nella Striscia parlando di "30-40 persone" da uccidere ogni notte. L’Idf ha infine denunciato , questa notte, l’esplosione di un ordigno attribuito ad Hamas nell’area della cosiddetta Linea Gialla, nel nord di Gaza, seguita da colpi d’arma da fuoco. Non risultano soldati israeliani feriti; l’esercito ha risposto con attacchi nella zona, parlando di una violazione del cessate-il-fuoco.
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