Cisgiordania, Onu: la situazione degenera velocemente
Vatican News
La situazione umanitaria in Cisgiordania "si sta deteriorando velocemente". È l’allarme lanciato dal portavoce delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, secondo cui nel nord del territorio occupato le forze israeliane hanno ordinato a una decina di famiglie palestinesi del quartiere di Jabal An Nasr, a Tulkarem, di lasciare per sette ore le proprie abitazioni durante operazioni militari nei pressi del campo profughi di Nur Shams.
L'acqua al centro dell'emergenza
Bulldozer dell’esercito hanno scavato parte della strada, danneggiando le reti idriche e fognarie, poi riparate dalle squadre municipali dopo il ritiro dei militari. E proprio l’acqua è al centro dell’emergenza anche a Qusra, vicino a Nablus, dove le famiglie Hasan e Ridi, assediate da oltre una settimana da coloni israeliani e di fatto impossibilitate a uscire dalle proprie abitazioni, rischiano di esaurire le scorte nelle prossime ore e denunciano perciò la mancanza di medicinali. Da altre località arrivano intanto notizie di nuove violenze: un’ambulanza della Mezzaluna Rossa palestinese è stata attaccata da coloni a Tel Rumeida e l’agenzia palestinese Wafa riferisce di terreni incendiati a Turmus Aya, due giovani feriti a Beita e di un attacco a un acquedotto nell’area di Tubas.
Le azioni israeliane contro i palestinesi
Ma a destare shock nelle ultime ore sono state in particolare le operazioni dell’esercito israeliano: a Qabatiyah, a sud di Jenin, l’Idf ha ammesso che durante un raid alcuni palestinesi fermati per essere interrogati sono stati identificati scrivendo loro dei numeri sul corpo o sulla fronte. Lo riferisce in particolarae il sito del quotidiano "Haaretz" diffondendo la foto di un palestinese con il numero ''44'' scritto in fronte e spiegando che l'esercito israeliano ha confermato che i sospettati interrogati dalle truppe venivano numerati. L’esercito israeliano ha definito "grave" l’accaduto. Il deputato di Ta'al, Ahmad Tibi, ha scritto su X che si tratta di un fatto "scioccante e ripugnante: soldati e ufficiali scrivono numeri di identificazione sulla fronte dei palestinesi a Qabatiyah prima di interrogarli. Ecco come si presenta la disumanizzazione: cancellare la persona e trasformarla in un numero. Un'immagine che ricorda periodi bui e che dovrebbe sconvolgere tutti". Sullo sfondo pesa inoltre una crisi economica sempre più profonda, con l’Autorità palestinese costretta a ridurre stipendi e servizi pubblici mentre disoccupazione, restrizioni alla circolazione e carenza di medicinali aggravano le condizioni della popolazione. E a denunciare le violenze dei coloni è tornato anche l’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, che ha difeso la scelta di definire giorni fa "terroristi israeliani" i responsabili dell’assedio di Qusra: azioni che, secondo il diplomatico, rientrano nella definizione statunitense di terrorismo quando mirano a indurre le persone a temere per la propria vita e a modificare il proprio comportamento. Huckabee ha precisato che si tratta di una "minoranza molto ristretta", accusandola di arrecare danno a Israele e al popolo ebraico.
Da Gaza alla Siria
La tensione attraversa intanto anche gli altri fronti regionali. Nella Striscia di Gaza, fonti palestinesi riferiscono di sei morti, tra cui un bambino, in un raid israeliano nell’area di Shati, vicino al porto di Gaza City; l’Idf afferma di aver colpito comandanti di Hamas che stavano preparando attacchi contro le truppe israeliane. Più a nord si riaccende invece il fronte siriano: Damasco ha denunciato alle Nazioni Unite come "aggressione israeliana" i raid contro l’aeroporto militare di Abu al-Duhur, nella provincia di Idlib. Secondo una fonte israeliana citata da Axios, l’operazione avrebbe avuto anche l’obiettivo di impedire un rafforzamento della presenza militare turca in Siria; Ankara nega che vi fossero proprie forze nella base e accusa Israele di utilizzare pretesti per colpire i Paesi vicini. Ma l'accaduto rischia di determinarae un nuovo terreno di attrito tra Israele e Turchia sul futuro degli equilibri militari nella Siria post-Assad.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.