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Le conseguenze dei droni lanciati dai paramilitari delle Rsf che hanno colpito El Obeid, distruggendo la sede dell'Ordine degli avvocati e una filiale della Banca agricola del Sudan Le conseguenze dei droni lanciati dai paramilitari delle Rsf che hanno colpito El Obeid, distruggendo la sede dell'Ordine degli avvocati e una filiale della Banca agricola del Sudan  (AFP or licensors)

Sudan, l'esercito nazionale avanza verso la città di El Obeid

Il ripristino dell'arteria consente all'esercito di ristabilire un collegamento diretto tra la capitale e il Kordofan, oltre ad aprire una seconda via di rifornimento verso El Obeid, città da mesi sotto la pressione dei paramilitari. La reazione delle RSF non si è fatta attendere: poche ore dopo la perdita dell'autostrada, droni lanciati dai paramilitari hanno colpito El Obeid, distruggendo la sede dell'Ordine degli avvocati e una filiale della Banca agricola del Sudan

Vatican News

L'esercito sudanese (Sudanese Armed Forces, Saf) ha annunciato di aver riconquistato il controllo dell'autostrada che collega la capitale Khartoum a El Obeid, capoluogo dello Stato del Kordofan Settentrionale preso d'assedio dai paramilitari delle Rapid Support Forces (Rsf).

Le conseguenze dell'operazione

Il primo ministro e i vertici militari hanno definito l'operazione una svolta strategica nella guerra contro le Rsf, che controllavano gran parte dei circa 350 chilometri della strada sin dall'inizio del conflitto, nell'aprile 2023. Il ripristino dell'arteria consente all'esercito di ristabilire un collegamento diretto tra la capitale e il Kordofan, oltre ad aprire una seconda via di rifornimento verso El Obeid. Secondo il comando delle SAF e della Joint Force of Armed Struggle Movements, le operazioni hanno portato alla riconquista di diverse località lungo la direttrice, tra cui Bara, Umm Girfa, Umm Sayalla e Jabra al-Sheikh, costringendo le RSF a ripiegare verso ovest. L'avanzata si inserisce nella più ampia offensiva lanciata dall'esercito dopo la riconquista dell'area di Khartoum e Omdurman, con l'obiettivo di mettere in sicurezza il Kordofan e proseguire successivamente verso il Darfur, dove i paramilitari mantengono il controllo di vaste porzioni di territorio.

Gli occhi del mondo su El Obeid

La reazione delle RSF non si è fatta attendere: poche ore dopo la perdita dell'autostrada, droni lanciati dai paramilitari hanno colpito El Obeid, distruggendo la sede dell'Ordine degli avvocati e una filiale della Banca agricola del Sudan. Non risultano vittime, ma secondo osservatori internazionali l'attacco appare come una rappresaglia per i successi ottenuti dall'esercito. E aggrava la situazione di una città ormai nella morsa della guerra, come peraltro rimarcaot lo scorso 3 luglio dalla Santa Sede all'Onu. Monsignor Ettore Balestrero, Osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra, intervenendo durante la discussione urgente del Consiglio dei diritti umani sulla situazione a El Obeid e nelle aree limitrofe, aveva richiamato la comunità internazionale alle proprie responsabilità, ricordando quanto accaduto a El Fasher e sottolineando la necessità di impedire che una simile tragedia si ripeta. Balestrero ha ribadito che il diritto internazionale umanitario vincola tutte le parti coinvolte nel conflitto senza eccezioni e che la protezione dei civili, dei luoghi di culto, degli ospedali, degli sfollati e degli operatori umanitari rappresenta un obbligo imprescindibile anche in tempo di guerra.

Resta grave la condizione umanitaria

La riconquista della strada ha anche un importante valore umanitario, poiché potrebbe facilitare l'arrivo di aiuti e merci in una città dove centinaia di migliaia di persone necessitano di assistenza. Resta tuttavia drammatico il bilancio della guerra civile, iniziata nell'aprile 2023: secondo le Nazioni Unite il conflitto ha provocato circa 200.000 morti e oltre 11 milioni di sfollati, dando origine a quella che l'Onu definisce la più grave crisi umanitaria al mondo. Solo nella regione del Kordofan, dall'inizio dell'anno gli attacchi con droni delle parti in conflitto hanno causato oltre 1.000 vittime. Più di 33 milioni di sudanesi hanno oggi bisogno di assistenza umanitaria. Le Nazioni Unite continuano inoltre a mettere in guardia dal rischio che a El Obeid possano ripetersi le atrocità già documentate in altre aree del Paese, in particolare nel Darfur e ad El Fasher.

Ascolta l'episodio del podcast Off the Radar dedicato al Sudan!

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28 luglio 2026, 11:26