Medio Oriente, nuovo scambio di fuoco Usa-Iran. Il conflitto si allarga al Mar Rosso
Paola Simonetti - Città del Vaticano
L’Iran lancia un messaggio chiaro agli Stati Uniti: non arretrerà di un passo nel conflitto che vede al centro il controllo dello Stretto di Hormuz. Sempre più violento, dunque, lo scambio di attacchi incrociati che è proseguito per la 13esima notte consecutiva, con la segnalazione di almeno 4 vittime sul territorio iraniano nei dintorni di Ahvaz e i colpi sferrati da Teheran sulla base americana “Muwafiq al-Sultani” in Giordania. Esplosioni sono state registrate anche nei pressi del villaggio di Mosan sull'isola di Qeshm, situata a Hormuz.
Lo sconfinamento del conflitto
E lo scontro continua a coinvolgere anche gli Houthi in Yemen che hanno colpito due petroliere saudite nell’altro varco marittimo strategico, quello di Bab-el-Mandeb, nel Mar Rosso, un fronte quello dei ribelli yemeniti che l’Iran starebbe cercando di rafforzare dislocando in Yemen comandanti del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, consiglieri militari e attrezzature missilistiche e per droni.
Le reazioni degli Stati Uniti
L’allargamento del conflitto scatena l’ira del presidente Usa, Donald Trump, che promette punizioni senza precedenti con il più massiccio attacco di sempre contro l'Iran. Una minaccia militare a cui se ne aggancia una economica: l’utilizzo di fondi iraniani congelati per risarcire eventuali danni a navi commerciali. Un precedente definito “incendiario" da Teheran che avverte: “il caos che ne seguirà sarà un rischio per tutti”.
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