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Un blocco stradale imposto dall'esercito israeliano a Nablus, in Cisgiordania Un blocco stradale imposto dall'esercito israeliano a Nablus, in Cisgiordania  (AFP or licensors)

Alta tensione in Cisgiordania, raid Idf e operazioni violente dei coloni

Il territorio palestinese è di nuovo in fiamme a causa di pesanti incursioni militari israeliane e della violenza perpetrata dai coloni, che continuano a costruire anche avamposti illegali. Decine gli arresti da parte dell'Idf in operazioni che l'esercito definisce di "anti-terrorismo". Diversi i morti da venerdì scorso. Dure condanne da Giordania e Qatar, l'Ue esprime preoccupazione e chiede la fine dell'escalation

Roberto Paglialonga - Città del Vaticano

Sono giorni di alta tensione in Cisgiordania. Ancora una volta. L'area di Nablus è quella che risulta più colpita. Le forze israeliane stanno infatti conducendo in queste ore raid pesanti, con incursioni militari e arresti. A riferirlo in particolare l'emittente qatariota Al Jazeera, aggiungendo di avere ricevuto segnalazioni anche dalle zone di Rafidia e Huwara, e riportando video pubblicati sui social in cui è possibile vedere aggressioni ai danni di persone, civili e pure paramedici.

Incendiata una moschea e decine di arresti

A sud di Nablus, secondo i media locali, coloni israeliani hanno incendiato la moschea di al-Rahma nella città di Qusra, mentre l'Idf ha arrestato 80 palestinesi in operazioni condotte su tutto il territorio palestinese. Sempre Al Jazeera mostra filmati "verificati" dove le fiamme divorano la moschea cittadina. Il Centro di informazione palestinese, citando fonti locali, afferma che la moschea sarebbe stata incendiata proprio dai coloni. Secondo l'agenzia Wafa, 30 persone sono state arrestate nel villaggio di Tal, 14 a Ramallah, 5 a Jenin, 8 a Hebron, 3 a Betlemme e 6 a Tulkarem.

Incursioni anche a Jenin e in altre località

Il medesimo organo di stampa inoltre riferisce che le forze israeliane hanno lanciato un'incursione su larga scala nella città di Jenin e in diverse località e villaggi del governatorato di Jenin, tra cui Zababdeh, Faqqua, Yabad, Burqin, Jalbun, Qabatiya, Jalqamus, Silat al-Harithiya, al-Yamoun, Kafr Dan, Deir Abu Daif e Zububa. Violenze anche a Tubas e Far'a. A Jenin le truppe hanno fatto irruzione in complessi residenziali che ospitavano sfollati provenienti dal campo profughi, situati nei pressi dell'Arab American University e delle palazzine adibite all'ospitalità degli insegnanti. I militari hanno condotto incursioni e perquisizioni in numerose abitazioni, proseguendo le manovre in diverse aree del governatorato. L'emittente israeliana Kan nel frattempo riporta che l'Idf ha imposto severe restrizioni al traffico e numerosi posti di blocco sulle principali strade e agli ingressi dei villaggi in tutta la Cisgiordania occupata.

La violenza dei coloni israeliani, gli scontri e i morti a Tell

Scontri si sono poi verificati a Susya, dove un uomo di nazionalità israeliana è rimasto ferito dopo essere stato colpito da una pietra durante una violenta colluttazione tra israeliani e palestinesi vicino all'insediamento, secondo quanto riporta "The Times of Israel". Tuttavia, sono giorni che la Cisgiordania è infiammata dalle azioni israeliane.  Ieri, sabato 25 luglio, sono stati 70 gli arresti in operazioni definite di "anti-terrorismo", alle quali si mescolano le violenze dei coloni estremisti. Molti di loro hanno aperto quattro nuovi avamposti illegali nelle aree settentrionali del territorio tra venerdì 24 e sabato 25. Secondo quanto riferito della radio dell'esercito israeliano e dai media palestinesi, uno è stato eretto proprio accanto al villaggio di Tell, dove venerdì si è consumato un sanguinoso scontro a fuoco tra coloni e palestinesi, in cui sono rimasti uccisi due israeliani e quattro palestinesi. Mentre altri tre avamposti sarebbero stati costruiti vicino alle città di Awarta, Qusra e Jabal Ubayd. 

Le condanne di Giordania e Qatar

Dura la condanna delle autorità della Giordania. In un messaggio pubblicato su X, il ministero degli Esteri di Amman ha scritto che l'ambasciatore Fuad al Majali ha sottolineato la "assoluta condanna" del Paese per gli attacchi. "Si tratta di una estensione delle politiche estremiste del governo israeliano e delle misure illegittime adottate in Cisgiordania, che alimentano la violenza contro il popolo palestinese e minano le prospettive di una pace basata su una soluzione a due Stati", si legge nel post. Il ministero degli Esteri del Qatar ha scritto in una nota che questi "crimini" dimostrano l'approccio del governo israeliano, che "permette ai coloni di commettere aggressioni sotto la protezione dei militari". Il dicastero di Doha ha esortato Israele a rispettare le norme internazionali e punire i responsabili, chiedendo inoltre alla comunità internazionale di garantire la protezione del popolo palestinese.

La preoccupazione dell'Ue

"L'Unione europea è profondamente preoccupata per l'escalation di violenza in Cisgiordania". Così il portavoce del Servizio europeo per l'Azione esterna, Anouar El Anouni. "Esprimiamo - aggiunge - le nostre più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime e auguriamo ai feriti una pronta e completa guarigione. Gli eventi odierni ci ricordano la fragilità della situazione sul campo. L'Unione europea esorta tutte le parti ad evitare un linguaggio incendiario, a contribuire alla de-escalation e a porre fine al circolo vizioso della violenza".

 

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26 luglio 2026, 10:18