Ebola, salgono a 550 i casi confermati in RD Congo
Vatican News
Sono saliti a 550 i casi confermati di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, dove le autorità hanno aggiornato a 101 il numero delle vittime del focolaio dichiarato lo scorso 15 maggio nell'est del Paese. Secondo l'Istituto nazionale di salute pubblica congolese, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 35 nuovi contagi, mentre l'epidemia continua a concentrarsi soprattutto nella provincia orientale dell'Ituri, al confine con Uganda e Sud Sudan.
Oms, l'epidemia continua a evolversi rapidamente
L'Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito che l'epidemia «continua a evolversi rapidamente», con una crescita dei casi, un ampliamento della diffusione geografica e il coinvolgimento dell'Uganda attraverso contagi importati. Al 6 giugno nella Repubblica Democratica del Congo erano stati registrati 515 casi confermati e 91 decessi, mentre in Uganda i casi confermati erano 19, inclusi due morti. Secondo l'Oms, il rischio resta «molto alto» nella RDC ed «elevato» in Uganda e nei Paesi confinanti. Le operazioni di contenimento continuano a essere ostacolate dall'insicurezza nelle aree colpite. Le autorità congolesi hanno segnalato che la presenza di gruppi armati nelle zone di Djugu, Irumu e Mambasa limita l'accesso umanitario e rende più difficile il tracciamento dei contatti e la risposta sanitaria. Al momento oltre 300 persone risultano ricoverate o in isolamento e i guariti sono 19.
Cresce la preoccupazione in Kenya
Intanto la preoccupazione si è estesa anche al Kenya. A Nanyuki la polizia ha disperso con gas lacrimogeni una protesta contro la realizzazione di un centro di quarantena destinato a cittadini statunitensi potenzialmente esposti al virus. Diversi manifestanti sono stati arrestati. Il centro, allestito presso la base aerea di Laikipia, ha suscitato timori nella popolazione locale per il rischio di importazione dell'Ebola in un Paese che finora non ha mai registrato casi della malattia.
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