Cerca

Una donna con la bandiera nazionale boliviana partecipa a una marcia contro i blocchi stradali Una donna con la bandiera nazionale boliviana partecipa a una marcia contro i blocchi stradali  (AFP or licensors)

Bolivia, entra in vigore la legge sugli stati di eccezione

La normativa, entrata in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, stabilisce il quadro giuridico per l’adozione di misure straordinarie in caso di crisi che minaccino la sicurezza pubblica. Intanto, a Cochabamba, uno dei principali epicentri della protesta, si sono registrati nuovi scontri. Un bilancio dell’ufficio del Difensore civico boliviano riferisce che dall’inizio delle proteste si contano almeno dieci morti, 37 feriti e oltre 360 arresti

Vatican News

Ieri il presidente della Bolivia, Rodrigo Paz, ha promulgato la nuova legge che disciplina gli stati di eccezione, a causa delle proteste e dei blocchi stradali che, organizzati da sindacati, contadini e gruppi vicini all'ex presidente Evo Morales, da oltre un mese proseguono nel Paese.

La legge sugli stati di eccezione

La norma, entrata in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dello Stato, definisce il quadro giuridico per l'adozione di misure straordinarie in situazioni di crisi che minaccino l'ordine costituzionale, la sicurezza pubblica o il funzionamento delle istituzioni democratiche. La legge autorizza l'esecutivo ad applicare tali misure per un massimo di 90 giorni, prorogabili solo con l'approvazione dell'Assemblea legislativa. Il prossimo passo atteso è ora la pubblicazione di un decreto che potrebbe consentire al governo l'impiego delle forze armate per il controllo dell'ordine pubblico.

Continuano le tensioni

La firma della legge è arrivata in un clima già estremamente teso. Sindacati, organizzazioni contadine e gruppi indigeni chiedono da settimane le dimissioni di Paz, accusandolo di non aver mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale e di non essere riuscito a risolvere la crisi economica che colpisce il Paese. I manifestanti hanno allestito circa 90 blocchi stradali che hanno paralizzato i collegamenti tra le principali città, provocando carenze di carburante, medicinali e generi alimentari. Neppure nelle ultime ore si sono placate le tensioni. A Cochabamba si sono registrati nuovi scontri tra manifestanti e polizia. Secondo il Difensore civico, dall'inizio delle proteste si contano dieci morti, 37 feriti e 365 arresti. Le mobilitazioni hanno causato gravi difficoltà negli approvvigionamenti e, secondo le stime della Camera nazionale dell'industria, perdite economiche superiori a 2,3 miliardi di dollari.

La risposta governativa e la crisi economica

Membri della polizia boliviana si scontrano con i manifestanti durante un'operazione di sgombero di un posto di blocco a Cochabamba, Bolivia
Membri della polizia boliviana si scontrano con i manifestanti durante un'operazione di sgombero di un posto di blocco a Cochabamba, Bolivia   (ANSA)

Nel presentare la nuova legge, Paz ha assunto toni più duri rispetto agli appelli al dialogo delle settimane precedenti. Il presidente ha definito «narcoterroristi» alcuni dei promotori delle mobilitazioni e ha accusato l’ex presidente Evo Morales di alimentare le proteste. Pur ribadendo la disponibilità al confronto con le organizzazioni che avanzano richieste «legittime», il capo dello Stato ha assicurato che il suo governo resterà in carica fino alla fine del mandato nel 2030. Parallelamente, l’esecutivo ha annunciato una serie di misure economiche per attenuare gli effetti della crisi. Tra queste figurano la rinegoziazione dei debiti bancari per famiglie e imprese, la creazione di un fondo di garanzia per il settore dei trasporti e nuovi aiuti destinati ai malati oncologici e ai pazienti con insufficienza renale, finanziati anche attraverso la riduzione degli stipendi del presidente e dei ministri. Tuttavia, i leader delle proteste continuano a escludere qualsiasi trattativa che non preveda le dimissioni di Paz. Le conseguenze economiche del conflitto sono già pesanti. Secondo stime delle associazioni imprenditoriali, le perdite superano i 2,3 miliardi di dollari, mentre l’inflazione mensile è salita al 2,13% a maggio, il livello più alto dall’inizio dell’anno, anche a causa delle difficoltà di approvvigionamento provocate dai blocchi stradali.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

09 giugno 2026, 09:14