Alta tensione fra Stati Uniti e Iran che chiede lo stop ai raid israeliani in Libano
Paola Simonetti – Città del Vaticano
“Sembra andare tutto bene. Un piccolo intoppo è stato risolto”. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, liquida così l’ennesimo scontro a distanza con l’Iran, che minaccia di far cadere nel vuoto ogni tentativo di negoziato se Israele colpirà Beirut, dopo un colloquio telefonico con il premier israeliano Benjamin Netanyahu con il quale avrebbe discusso in modo acceso affinchè le forze israeliane fermino subito l’espansione dell’offensiva sul Libano, annunciando la disponibilità di Hezbollah ad aderire alla tregua. Israele ha ribadito che ad ogni attacco del gruppo islamico risponderà senza esitare.
Sul campo lo scontro continua
Uno scambio di fuoco che di fatto è già proseguito nelle ultime ore con Hezbollah, che ha rivendicato attacchi contro obiettivi israeliani nel sud del Libano, mentre raid israeliani si sono concentrati nella medesima area provocando 3 vittime della stessa famiglia e due feriti. L'esercito prosegue dunque la sua offensiva, risparmiando per ora Beirut.
Le ipotesi per un’intesa
Il capo della Casa Bianca, intanto, ipotizza già per la prossima settimana la definizione di una data per l’approvazione della bozza di accordo che mira alla riapertura dello Stretto di Hormuz e all’estensione del cessate-il-fuoco con l’Iran, un documento che secondo Trump sarebbe tuttavia ancora da perfezionare. Un cammino cruciale per il presidente degli Stati Uniti che si trova a fronteggiare un clima delicato per la sua amministrazione con l’incombere delle elezioni di metà mandato e, dunque, anche a fare i conti con l’esigenza di sottrarsi alle critiche interne.
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