Soldato israeliano in azione nella guerra in Libano Soldato israeliano in azione nella guerra in Libano   (AFP or licensors)

Alta tensione fra Stati Uniti e Iran che chiede lo stop ai raid israeliani in Libano

A rischio i negoziati fra Washington e Teheran che minaccia di far saltare i colloqui se le forze israeliane colpiranno Beirut nel contesto di un’espansione degli attacchi nel sud del Paese dei Cedri. Cerca di correre ai ripari il capo della Casa Bianca, Trump, che ha intimato al primo ministro israeliano Netanyahu di fermare gli attacchi e annunciato la disponibilità alla tregua anche di Hezbollah. Ma lo scambio di fuoco prosegue

Paola Simonetti – Città del Vaticano

“Sembra andare tutto bene. Un piccolo intoppo è stato risolto”. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, liquida così l’ennesimo scontro a distanza con l’Iran, che minaccia di far cadere nel vuoto ogni tentativo di negoziato se Israele colpirà Beirut, dopo un colloquio telefonico con il premier israeliano Benjamin Netanyahu con il quale avrebbe discusso in modo acceso affinchè le forze israeliane fermino subito l’espansione dell’offensiva sul Libano, annunciando la disponibilità di Hezbollah ad aderire alla tregua. Israele ha ribadito che ad ogni attacco del gruppo islamico risponderà senza esitare.

Sul campo lo scontro continua

Uno scambio di fuoco che di fatto è già proseguito nelle ultime ore con Hezbollah, che ha rivendicato attacchi contro obiettivi israeliani nel sud del Libano, mentre raid israeliani si sono concentrati nella medesima area provocando 3 vittime della stessa famiglia e due feriti. L'esercito prosegue dunque la sua offensiva, risparmiando per ora Beirut. 

Le ipotesi per un’intesa

Il capo della Casa Bianca, intanto, ipotizza già per la prossima settimana la definizione di una data per l’approvazione della bozza di accordo che mira alla riapertura dello Stretto di Hormuz e all’estensione del cessate-il-fuoco con l’Iran, un documento che secondo Trump sarebbe tuttavia ancora da perfezionare. Un cammino cruciale per il presidente degli Stati Uniti che si trova a fronteggiare un clima delicato per la sua amministrazione con l’incombere delle elezioni di metà mandato e, dunque, anche a fare i conti con l’esigenza di sottrarsi alle critiche interne.

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02 giugno 2026, 08:55