Medio Oriente, Trump: con Teheran intesa entro breve. Piovono bombe sul Libano
Vatican News
Un pericolo più grande è stato sventato: è stato l’Iran per primo, seguito da Israele, a dichiarare concluse le proprie operazioni militari. La nuova escalation si era innescata un paio di giorni fa con attacchi reciproci: da una parte Teheran che insisteva per includere il fronte libanese – dove proseguono i raid di israele e gli attacchi di Hezbollah – nell’accordo; dall’altra Israele che in Libano non ha mai interrotto la sua campagna, rivendicando il proprio diritto a difendersi.
Il ruolo di Trump
A frenare la nuova escalation, l’intervento del presidente americano Trump secondo il quale l’accordo con Teheran si trova ormai “alle fasi finali”, assicurandone la firma entro 2-3 giorni, dopo di che sarà immediatamente riaperto lo Stretto di Hormuz. Trump ha anche aggiunto che si sta andando “verso la privazione totale delle armi nucleari per l’Iran”. Non è la prima volta che il numero uno della Casa Bianca interviene direttamente attraverso colloqui telefonici, anche piuttosto accesi, con il premier israeliano Netanyahu. Dal canto suo il rappresentante dell'Iran presso le Nazioni Unite Saeed Iravani ha dichiarato che Stati Uniti e Iran stanno "presentando e scambiando punti di vista e opinioni per raggiungere il testo definitivo di un Memorandum d'intesa, tramite il Pakistan". Anche Iravani, secondo quanto riportato dall'agenzia Irna, ha espresso la speranza che il processo si concluda entro la fine di questo mese e ha affermato: "Il cessate il fuoco sarà globale e riguarderà l'intera regione, Libano compreso".
L’operazione in Libano
Ma la violenza nel Paese dei Cedri non si ferma. Dopo i raid israeliani notturni in cui sono stati colpiti anche operatori della Croce Rossa, oggi almeno 8 persone sono rimaste uccise in un attacco su una popolare zona residenziale a Tiro, secondo quanto riferito dalla Protezione Civile, avvenuto poco dopo che l'esercito israeliano aveva emesso ordini di sfollamento per la città. Panico tra i residenti in fuga. L'ordine di evacuare includeva il quartiere cristiano della città, precedentemente escluso, ma l'Idf ha affermato che combattenti di Hezbollah operano in quella zona. I morti nelle ultime 24 ore salgono così a 29 e 133 i feriti, il nuovo bilancio è stato diramato dal ministero della Sanità di Beirut. Secondo le autorità sanitarie, salgono ad almeno 3.666 le persone uccise dall'inizio della nuova fase della guerra in Libano, cominciata il 2 marzo scorso, mentre i feriti sono almeno 11.321.
(Ultimo aggiornamento ore 17.30)
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