Sudan, nuovo attacco nel Darfur: almeno 5 morti e 9 feriti
Vatican News
Almeno cinque persone sono morte e altre nove sono rimaste ferite in un attacco attribuito alle Forze di supporto rapido (Rsf) nella città di Al Tina, nel Darfur Settentrionale, nell'ovest del Sudan, vicino al confine con il Ciad.
La situazione nel Darfur
Secondo fonti militari citate dall'agenzia Efe, un drone ha sorvolato la città lanciando quattro missili, uno dei quali ha colpito un ristorante del mercato causando vittime civili. Alcuni dei feriti versano in condizioni critiche e necessitano di cure specialistiche. Al Tina, insieme alle vicine Karnoi e Amro, rappresenta uno degli ultimi bastioni dell'esercito regolare nella regione del Darfur dopo la progressiva avanzata delle forze paramilitari, che negli ultimi mesi hanno consolidato il controllo sulla maggior parte dell'area. Tutt'altro che isolato, l'impiego sempre più frequente di velivoli senza pilota da parte delle diverse fazioni ha così trasformato il conflitto in una guerra caratterizzata da attacchi a distanza contro infrastrutture, centri abitati e obiettivi strategici. Dall'inizio delle ostilità, nell'aprile 2023, il conflitto avrebbe causato circa 400.000 morti in quella che resta la più grave crisi umanitaria al mondo.
Il dramma dei droni in Sudan
Mentre nel Darfur continuano gli attacchi, l'esercito sudanese ha annunciato nuovi progressi nel Nilo Azzurro, dove le proprie truppe e le milizie alleate hanno conquistato l'area di Al Barka avvicinandosi alla città strategica di Kurmuk, al confine con Etiopia e Sud Sudan. La regione è teatro di intensi combattimenti dallo scorso marzo e rappresenta uno degli esempi della crescente sofisticazione tecnologica del conflitto. Khartum accusa l'Etiopia di consentire l'utilizzo di piste d'atterraggio sul proprio territorio per il lancio di droni contro obiettivi militari e civili sudanesi, accuse respinte da Addis Abeba. L'impiego sempre più frequente di velivoli senza pilota da parte delle diverse fazioni ha trasformato il conflitto in una guerra caratterizzata da attacchi a distanza contro infrastrutture, centri abitati e obiettivi strategici. Dall'inizio delle ostilità, nell'aprile 2023, il conflitto avrebbe causato circa 400.000 morti in quella che resta la più grave crisi umanitaria al mondo
Il dramma dei migranti
La guerra continua intanto a spingere migliaia di persone lungo le rotte migratorie che attraversano il Sahel e il Nord Africa. Nelle ultime ore le autorità libiche hanno riferito della morte di sei migranti sudanesi nel deserto della Libia, dopo un viaggio iniziato in Ciad. Altri 46 sudanesi e tre cittadini ciadiani sono stati soccorsi in condizioni estreme di disidratazione, spossatezza e disorientamento. Secondo le testimonianze raccolte dai sopravvissuti, i corpi delle vittime sono stati abbandonati lungo il percorso in una remota area desertica a centinaia di chilometri dall'oasi più vicina.
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