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Un villaggio nel Kwara attaccato a febbraio Un villaggio nel Kwara attaccato a febbraio  (Oluseyi Dasilva)

Nigeria, nuovo attacco nello Stato di Kwara: almeno dieci rapiti

L’episodio s'inserisce in un quadro di crescente insicurezza che interessa ampie aree del nord-ovest e della Nigeria centrale, dove gruppi criminali e milizie armate sono accusati di saccheggiare villaggi, incendiare abitazioni e compiere sequestri a scopo di estorsione. Negli ultimi mesi proprio lo Stato del Kwara ha registrato un aumento degli attacchi violenti, alcuni attribuiti a formazioni jihadiste

Vatican News

In Nigeria, nello Stato centrale di Kwara, almeno dieci persone sono state rapite e parte della residenza dell’emiro della comunità di Yashikira è stata incendiata durante un attacco coordinato condotto da uomini armati. Secondo la polizia, i banditi hanno preso di mira contemporaneamente il palazzo tradizionale e una stazione di polizia locale. Mentre l’assalto alle forze dell’ordine è stato respinto, gli ostaggi sono stati condotti in una località sconosciuta e le operazioni di ricerca sono tuttora in corso.

Crescente insicurezza

L’episodio s'inserisce in un quadro di crescente insicurezza che interessa ampie aree del nord-ovest e della Nigeria centrale, dove gruppi criminali e milizie armate sono accusati di saccheggiare villaggi, incendiare abitazioni e compiere sequestri a scopo di estorsione. Negli ultimi mesi proprio lo Stato di Kwara ha registrato un aumento degli attacchi violenti, alcuni attribuiti a formazioni jihadiste. Le conseguenze della crisi si riflettono anche sull’economia e sulla vita delle famiglie. A pochi giorni dall’Aid al-Adha, una delle principali festività islamiche, i commercianti del mercato di Kara, alla periferia di Lagos, denunciano un forte aumento dei prezzi del bestiame. I montoni, tradizionalmente acquistati per la celebrazione religiosa, costano in media il 30 per cento in più rispetto allo scorso anno. Tra le cause vi sono l’aumento dei costi di trasporto, aggravato dall’impennata dei carburanti, e le difficoltà incontrate dagli allevatori nel raggiungere i mercati a causa dell’insicurezza lungo le rotte commerciali.

Sotto la costante minaccia di attacchi armati

Molti venditori provenienti dagli Stati settentrionali raccontano di lavorare sotto la costante minaccia di attacchi armati e di vedere diminuire il numero di allevatori disposti a spostarsi per commerciare il bestiame. Una situazione che si traduce in prezzi più elevati per i consumatori, in un Paese dove il salario minimo mensile è di 70.000 naira (50 dollari circa) e circa il 60 per cento della popolazione vive sotto la soglia di povertà secondo la Banca mondiale.

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26 maggio 2026, 14:49