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Militari nigeriani si apprestano a un'operazione militare nel Borno Militari nigeriani si apprestano a un'operazione militare nel Borno

Nigeria, assalti alle scuole e raid Usa contro l’Isis

Nel nord e nel sud del Paese cresce la pressione dei gruppi armati. Decine di studenti rapiti nello Stato di Oyo, almeno dieci civili uccisi nel Katsina. Intanto Washington rafforza la cooperazione militare con Abuja contro l’Isis nel Borno

Stefano Leszczynski – Città del Vaticano

La nuova ondata di violenza che attraversa la Nigeria si è aperta con un attacco simultaneo contro tre scuole nello Stato di Oyo, nel sud del Paese. Secondo quanto riferito dall’Associazione cristiana della Nigeria (Can) e riportato dalle agenzie Reuters e Afp, almeno 46 persone sono state rapite da uomini armati durante il blitz, in prevalenza studenti di età compresa tra i 2 e i 16 anni.

Tre scuole colpite

Nel mirino dei sequestratori sono finite la Yawota Baptist Nursery and Primary School e altre due strutture scolastiche nella località di Esiele. Il reverendo Elisha Olukayode Ogundiya, presidente della Can nello Stato di Oyo, ha parlato di “un attacco coordinato” compiuto da gruppi armati entrati contemporaneamente negli istituti. La polizia locale ha confermato la dinamica dell’assalto, senza però fornire un bilancio definitivo delle persone coinvolte. Il rapimento di minori resta una delle principali armi di pressione utilizzate dai gruppi criminali e jihadisti attivi in Nigeria. Negli ultimi anni scuole e collegi sono diventati bersagli frequenti di bande armate che puntano a ottenere riscatti milionari o a destabilizzare ulteriormente aree già fragili dal punto di vista della sicurezza.

Villaggi assaltati nel nord-ovest

Poche ore dopo il sequestro nelle scuole di Oyo, nuove violenze hanno colpito il nord-ovest della Nigeria. Secondo quanto riferito da Reuters, almeno dieci persone, tra cui donne e bambini, sono state uccise in un attacco contro insediamenti agricoli nello Stato di Katsina. L’assalto è avvenuto nella comunità rurale di Guga, nell’area amministrativa di Bakori, dove uomini armati hanno fatto irruzione aprendo il fuoco sui residenti. Testimoni sopravvissuti hanno raccontato che gli aggressori hanno colpito gli insediamenti di Gidan Sarkin Noma e Gidan Wawu nel tardo pomeriggio, approfittando dell’assenza di molti abitanti recatisi al mercato locale in vista delle celebrazioni dell’Eid al-Kabir. “Banditi pesantemente armati hanno attaccato gli insediamenti agricoli e dopo aver aperto il fuoco hanno catturato dieci persone, inclusa una donna incinta, uccidendole tutte”, ha dichiarato a Reuters il residente Sale Musa, riuscito a fuggire durante il raid.

Non solo terrorismo

Secondo altre testimonianze, gli assalitori hanno incendiato abitazioni, distrutto proprietà e saccheggiato il bestiame della comunità. Le autorità locali non hanno ancora diffuso un bilancio ufficiale, ma gli abitanti della zona parlano dell’attacco più grave registrato negli ultimi mesi. Nel nord-ovest nigeriano operano gruppi armati comunemente definiti “banditi”, responsabili di sequestri di massa, razzie e omicidi. Sebbene distinti dalle organizzazioni jihadiste attive nel nord-est, questi gruppi approfittano della debole presenza dello Stato e dell’instabilità diffusa per espandere il proprio controllo sul territorio.

L’offensiva congiunta Usa-Nigeria 

Mentre il Paese affronta una nuova escalation di violenze interne, nel nord-est prosegue l’offensiva militare contro lo Stato islamico della Provincia dell’Africa occidentale (Iswap), affiliato all’Isis. Secondo quanto riferito dall’Agenzia Nova e dal Comando statunitense per l’Africa (Africom), forze americane e nigeriane hanno condotto nuovi raid aerei nell’area di Metele, nello Stato di Borno, colpendo basi e concentrazioni di miliziani jihadisti. Le operazioni, coordinate con il governo di Abuja, sarebbero state avviate sulla base di informazioni di intelligence che segnalavano un raduno di combattenti nella regione. I bombardamenti avrebbero provocato la morte di oltre venti miliziani dell’Iswap, senza causare vittime tra i soldati statunitensi e nigeriani impegnati nell’azione.

Sicurezza: per i civili il prezzo più alto

I raid arrivano a pochi giorni da un’altra operazione congiunta compiuta nella notte tra il 15 e il 16 maggio, culminata nell’uccisione di Abu Bilal al Minuki, indicato da Washington e Abuja come il numero due dello Stato islamico a livello globale. L’intensificazione della cooperazione militare tra Stati Uniti e Nigeria conferma la crescente preoccupazione internazionale per l’espansione dei gruppi jihadisti nel Sahel e nell’Africa occidentale. Intanto, però, sul terreno la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto di una crisi di sicurezza che appare sempre più difficile da contenere.

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18 maggio 2026, 14:07