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Esplosioni a Teheran nel conflitto con gli Stati Uniti Esplosioni a Teheran nel conflitto con gli Stati Uniti  

Nuovi negoziati tra Stati Uniti e Iran. Trump annuncia: “La guerra è quasi finita”

Potrebbe riprendere nei prossimi due giorni il tavolo diplomatico fra Washington e Teheran, dopo il nulla di fatto delle trattative sabato scorso in Pakistan, paese ancora disponibile a ospitare i colloqui insieme alla Cina. Ad annunciarlo il presidente Usa che si dice ottimista rassicurando che: “La fine del conflitto è vicina”. E si profilano incontri diretti per una tregua anche fra Israele e Libano in data e luogo da destinarsi

Paola Simonetti – Città del Vaticano

Sul faticoso terreno negoziale fra Stati Uniti e Iran si tenta un nuovo round. L’intenzione del presidente americano, Donald Trump, è quello di avviare colloqui nell’arco di due giorni dopo la fumata nera per un accordo sabato scorso a Islamabad, in Pakistan, Paese che, benchè disponibile a ospitare un nuovo confronto, il capo della Casa Bianca vorrebbe invece escludere. A candidarsi come mediatore anche la Cina che avrebbe già stilato 4 punti per una risoluzione del conflitto, che Trump asserisce di considerare “molto vicina”.

I dossier in campo 

Sui negoziati pesa il nodo cruciale del nucleare, con la sospensione delle attività atomiche di Teheran, ma anche i temi caldi della riapertura dello Stretto di Hormuz e la fine del sostegno iraniano ad Hamas e Hezbollah. “È necessario riprendere seriamente i colloqui", l’esortazione del segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, che richiama al rispetto del diritto internazionale: "E’ indispensabile, senza di esso l'instabilità si diffonde, la sfiducia si acuisce e i conflitti sfuggono al controllo – ha spiegato Guterres-. Questo vale ovunque, e si applica con urgenza al conflitto in Medioriente. Non esiste una soluzione militare a questa crisi”.

Diplomazia al lavoro fra Israele e Libano

Incontri diretti si profilerebbero anche tra Israele e Libano, in luogo e data ancora da decidere. L’annuncio dopo le discussioni di ieri a Washington definite “costruttive” fra i rappresentati dei due Paesi.  “C’è un cauto ottimismo - ha dichiarato l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, sottolineando che sia Israele che Libano sono ''uniti nel liberare il paese'' dall'influenza iraniana, esercitata sotto forma dei miliziani di Hezbollah. Ma intanto proseguono senza sosta i raid israeliani nel sud del Paese dei Cedri: almeno 5 le vittime delle ultime ore nella città di Ansariyah.

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15 aprile 2026, 08:19