Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, dall’inizio del 2026 sono già oltre 800 i migranti morti o dispersi lungo la rotta del Mediterraneo centrale Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, dall’inizio del 2026 sono già oltre 800 i migranti morti o dispersi lungo la rotta del Mediterraneo centrale  (AFP or licensors)

Migranti, due naufragi al largo della Libia: almeno 27 morti

I tragici eventi sono avvenuti tra venerdì e sabato al largo del Paese nord africano, con i corpi recuperati lungo le coste tra Tobruk e Tripoli. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, dall’inizio del 2026 sono già oltre 800 i morti o dispersi nella rotta del Mediterraneo centrale: un aumento del 160% rispetto al 2025

Guglielmo Gallone - Città del Vaticano

Si sta aggravando nelle ultime ore il bilancio dei due naufragi avvenuti tra venerdì e sabato al largo della Libia: almeno 27 i morti accertati, con dieci corpi recuperati lungo la costa tra Balkhater e Al-Qardaba, nei pressi di Tobruk, e altri diciassette ritrovati sulle spiagge nei dintorni di Tripoli. Secondo quanto riferito da Mediterranea Saving Humans, il numero reale delle vittime potrebbe essere “molto più alto”, con “decine e decine” di dispersi. L’ong segnala inoltre la difficoltà di ottenere informazioni trasparenti dalla Libia e denuncia la mancanza di un sistema di soccorso efficiente, in un contesto in cui le operazioni in mare sarebbero spesso orientate più all’intercettazione e al respingimento che al salvataggio.

Oltre 800 morti nel Mediterraneo centrale

Il quadro si inserisce in una dinamica ben più ampia. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, dall’inizio del 2026 sono già oltre 800 i migranti morti o dispersi lungo la rotta del Mediterraneo centrale, che si conferma di gran lunga la più letale. Il dato segna un aumento superiore al 160% rispetto allo stesso periodo del 2025, nonostante una riduzione degli sbarchi. Tra le cause indicate figurano le condizioni climatiche sempre più estreme, l’uso di imbarcazioni sempre più fragili e la carenza di un sistema strutturato di ricerca e soccorso. Ed è così che, a livello globale, il dato diventa ancor più allarmante: le Nazioni Unite stimano circa 7.900 morti o dispersi lungo le rotte migratorie nel solo 2025, mentre il progetto “Missing Migrants” dell’Oim ha documentato oltre 80 mila vittime dal 2014, cifre considerate comunque per difetto.

Gli ultimi episodi 

Negli ultimi giorni episodi simili si sono susseguiti con sempre più continuità. Un ulteriore naufragio al largo di Tobruk ha provocato almeno 8 morti e 31 dispersi, con quattro superstiti salvati dopo oltre cinque giorni in mare. Parallelamente, continuano gli sbarchi sulle coste italiane: sabato, a Lampedusa, sono arrivate 179 persone in una sola giornata, tra cui donne, minori e persone vulnerabili, partite in gran parte dalla Libia dopo aver pagato tra i 3.000 e i 6.000 dollari per la traversata. Nello stesso arco di tempo, centinaia di migranti sono stati intercettati in mare e riportati in Libia.

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21 aprile 2026, 12:49