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Una immagine della sede dell'Opec Una immagine della sede dell'Opec  (AFP or licensors)

Gli Emirati Arabi si tirano fuori dall’Opec. Tensioni con l’Arabia Saudita

Il conflitto in Medio Oriente, con le conseguenze sul capitolo petrolifero, porta scompiglio nell’area: Abu Dhabi annuncia l’uscita dall'Opec dopo 60 anni per contrasti con Riyad sulla produzione di petrolio. Intanto, sul fronte diplomatico si attende una nuova bozza di tregua da Teheran dopo il rifiuto statunitense della precedente. La Casa Bianca considera “l’Iran al collasso”

Paola Simonetti - Città del Vaticano

La decisione arriva dopo anni di tensioni inaspriti dal conflitto in Medio Oriente. Gli Emirati Arabi annunciano, con una decisione in totale autonomia, l’abbandono dell'Organizzazione dei Paesi esportatori del petrolio (Opec). Da tempo sono in corso contrasti con l’Arabia Saudita sulle quote di produzione del petrolio, con l'accusa rivolta a Riyad di limitare ingiustamente le esportazioni di greggio del Paese. Un capitolo cruciale nel momento in cui il prezzo greggio è uno dei nodi deboli della guerra, nella quale Abu Dhabi ha subito pesanti colpi dall’Iran.

Il difficile tavolo diplomatico per il Medio Oriente

Le trattive tra Iran e Stati Uniti restano complesse: Teheran dovrebbe presentare una nuova proposta di pace, dopo quella rifiutata da Washington che vedeva l’ipotesi di riaprire lo Stretto di Hormuz e rimandare a una seconda fase i colloqui sul nucleare. Stando alle dichiarazioni del presidente statunitense, Donald Trump, l'Iran dopo settimane di attacchi avrebbe ammesso di essere “al collasso”.

Il lungo blocco di Hormuz

Il capo della Casa Bianca, nel frattempo, mantiene il pugno duro sullo Stretto di Hormuz, chiedendo ai suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato del passaggio marittimo. E' quanto riferisce il "Wall Street Journal", secondo il quale Trump intende esercitare la massima pressione economica sulla Repubblica islamica, impedendole di esportare carburante, per cercare di costringerla ad accettare la sua richiesta di abbandonare il programma nucleare. Intanto, però, Teheran presenta una protesta formale all’Onu accusando Washington di pirateria per il sequestro di navi iraniane.

Nuove vittime in Libano

L’esercito israeliano continua a colpire il sud del Libano, malgrado la tregua sancita nei giorni scorsi. Nelle ultime ore almeno otto i morti negli attacchi, fra cui due paramedici, secondo quanto segnalato dal ministero della Salute di Beirut. "Israele continua a violare il diritto internazionale e le convenzioni che proteggono i civili”, ha dichiarato il presidente libanese, Joseph Aoun. Le forze armate israeliane, da parte loro, hanno comunicato la distruzione di una rete di tunnel utilizzata da Hezbollah nel sud del Paese dei cedri.


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29 aprile 2026, 08:40