Gaza, la denuncia di Msf: l'accesso all'acqua usato come arma contro la gente
Beatrice Guarrera - Città del Vaticano
«Le autorità israeliane hanno utilizzato l’accesso all’acqua come arma contro la popolazione di Gaza in una campagna di punizione collettiva». È la denuncia che emerge dal nuovo rapporto di Medici Senza Frontiere (Msf), pubblicato ieri con il titolo Water as a Weapon: Israel’s Destruction and Deprivation of Water and Sanitation in Gaza, (“L’acqua come arma: la distruzione e la privazione dei servizi idrici e igienico-sanitari a Gaza da parte di Israele”). L’organizzazione internazionale ha lanciato un appello affinché venga ripristinato immediatamente l’approvvigionamento idrico a livelli adeguati per la popolazione di Gaza e affinché la comunità internazionale eserciti «pressioni su Israele», per far sì che smetta di ostacolarlo.
Violenza durante la distribuzione d'acqua
Secondo Msf, Israele ha distrutto o danneggiato quasi il 90% delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie a Gaza, compresi impianti di desalinizzazione, pozzi, condutture e sistemi fognari. L’organizzazione ha documentato, infatti, casi in cui l’esercito israeliano ha sparato contro autocisterne chiaramente identificabili o ha distrutto pozzi che rappresentavano un’ancora di salvezza per migliaia di civili. Senza considerare episodi di violenza verificatisi durante la distribuzione dell’acqua alla popolazione. Tra le testimonianze raccolte, c’è, per esempio, quella di Hanan, una donna palestinese di Gaza City, riferita a fatti del luglio 2025: «Mio nipote era a Nuseirat e era andato a prendere dell’acqua potabile. Era in fila con altri bambini, e loro (le forze israeliane) l’hanno ucciso. Aveva 10 anni... andare a prendere l’acqua non dovrebbe essere pericoloso».
Approviggionamento insufficiente
Da ottobre 2023, l’elettricità, il carburante e le forniture quali generatori, i relativi pezzi di ricambio e l’olio motore — fondamentali per alimentare gli impianti di trattamento e distribuzione dell’acqua — sono stati interrotti o sottoposti a severe restrizioni. L’ong spiega che un terzo delle richieste di ingresso di mezzi essenziali per l’approvvigionamento idrico e i servizi igienico-sanitari è stato respinto o è rimasto senza risposta e anche molti degli articoli approvati dalle autorità israeliane sono stati successivamente respinti alla frontiera. Tra maggio e novembre 2025, i camion di Msf non sono riusciti a trasportare acqua potabile a sufficienza per tutte le persone che ne avevano bisogno, spiega l’organizzazione che, dopo le autorità locali, ne è il principale distributore alla popolazione. L’esercito israeliano, tramite ordini di evacuazione, ha impedito, infatti, a migliaia di persone di accedere alle aree in cui veniva fornita l’acqua.
Condizioni distruttive e disumane
L’uso dell’acqua come arma da parte delle autorità israeliane è un comportamento «ricorrente, sistematico e cumulativo», secondo Msf, che va a sommarsi con l’uccisione diretta di civili, la devastazione delle strutture sanitarie e la distruzione delle case, costringendo a sfollamenti di massa. «Insieme, costituiscono un’imposizione deliberata di condizioni distruttive e disumane ai palestinesi a Gaza», denuncia l’organizzazione internazionale. La privazione dell’accesso all’acqua ha avuto un impatto di vasta portata sulla salute, l’igiene e la dignità delle persone, in particolare per le donne e le persone con disabilità. In un’area che da due anni e mezzo subisce le dure conseguenze della guerra, è diventato estremamente difficile accedere all’igiene di base, quando mancano l’acqua, il sapone, i pannolini e i prodotti per l’igiene mestruale.
Aumentano le malattie
«Le persone sono costrette a scavare buche nella sabbia come latrine, che si allagano e contaminano l’ambiente circostante e le falde acquifere con le feci», afferma Msf. Sono aumentate, di conseguenza, le infezioni respiratorie, le malattie della pelle e le malattie diarroiche. Nel 2025 quasi il 18% delle visite di assistenza sanitaria generale effettuata da Msf riguardavano malattie della pelle, mentre tra maggio e agosto 2025 l’organizzazione ha riscontrato che quasi il 25% delle persone aveva sofferto di malattie gastrointestinali nel mese precedente.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui