Gli attacchi in Iran Gli attacchi in Iran   (AFP or licensors)

Medio Oriente, proseguono gli attacchi aerei in Iran. Centinaia le vittime

Un’altra notte di guerra, con l’innalzamento dell’allarme globale e tentativi di diplomazia. In territorio iraniano sono oltre 1100 i morti, mentre in Libano le forze di difesa israeliane insistono ad attaccare i sobborghi di Beirut e si registrano scontri nel sud del Paese con almeno 72 deceduti. Intanto, il conflitto si allarga all’Oceano Indiano. Trump: “Siamo molto forti in questo conflitto”

Roberta Barbi e Paola Simonetti – Città del Vaticano

Al centro del conflitto restano i bombardamenti su Iran e Libano. Per quanto riguarda il fronte principale, si registrano nuovi attacchi su Teheran che subisce la maggior pressione militare, ma anche a Karaj, nella città santa sciita di Qom e in molte altre località quali Behbahan, Kermanshahm Khorramabad, Shiraz e Tabriz: un bilancio di fonti umanitarie riferisce di almeno 1100 vittime tra i civili, finora, dall’inizio delle ostilità. Il governo ha deciso di rimandare i funerali dell’ayatollah Khamenei, rimasto ucciso nel primo giorno di guerra, le cui celebrazioni avrebbero dovuto iniziare ieri sera e protrarsi per tre giorni. Smentita, invece, nella notte, la notizia diffusa dai media americani secondo cui curdi iracheni sarebbero penetrati in territorio iraniano; da parte sua, però, l’Iran ha confermato di aver lanciato almeno tre missili verso le unità paramilitari del Kurdistan iracheno.

Il fronte del Libano

Prosegue la guerra anche in Libano, con gli attacchi israeliani che insistono sulla periferia della capitale, roccaforte della milizia sciita di Hezbollah, e l’avanzata nel sud: un drone lanciato contro il Paese è caduto sulla casa di un alto funzionario di Hamas che è rimasto ucciso assieme alla moglie. Un bilancio assolutamente provvisorio riferisce di 72 morti e 437 feriti, in Libano, cui vanno ad aggiungersi tre morti e sei feriti nelle ultime ore sull’autostrada verso l’aeroporto di Beirut e due vittime oltre a un ferito tra il campo profughi di Beddawi e la città settentrionale di Tripoli.

L’allargamento del conflitto

Mentre i Paesi del Golfo continuano a essere bersaglio di missili e droni iraniani e le ambasciate americano vengono evacuate del personale non necessario una dopo l’altra, il conflitto continua ad allargarsi: un missile lanciato dall’Iran è stato intercettato e distrutto in territorio turco dopo aver sorvolato i cieli di Siria e Iraq. L’episodio, negato da Teheran, non ha fatto scattare l’articolo 5 dei trattati Nato perché, secondo quanto si è appreso, il missile sarebbe stato in realtà diretto verso una base militare nella parte greca dell’isola di Cipro. Nel Mar Arabico, infine, al largo delle coste dello Sri Lanka, ieri un sottomarino americano ha affondato la fregata iraniana Iris Dena causando almeno 87 morti tra i membri dell’equipaggio, mentre i dispersi sono più di 30.

La posizione degli Usa

Intanto, si innalza il grado di allarme nel mondo dopo l’allargamento delle operazioni militari iraniane, ma il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, difende la sua posizione nella guerra all’Iran a fianco di Israele forte anche della bocciatura da parte del Senato di una risoluzione per lo stop al conflitto e dichiara: “La leadership iraniana sta rapidamente svanendo, i loro missili vengono annientati velocemente. Siamo in una posizione molto forte adesso”.

Le reazioni internazionali 

Tenta la strada della diplomazia il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, che incontrando il rappresentante permanente dell'Iran alle Nazioni Unite, l'ambasciatore Amir Saeid Iravani, ribadendo la posizione già espressa durante la sessione del Consiglio di Sicurezza di sabato ha auspicato il “ritorno al dialogo nell'interesse della stabilità regionale”. Diplomazia al lavoro anche per la Gran Bretagna che ha convocato l'ambasciatore iraniano, Seyed Ali Mousavi dopo che droni hanno preso di mira la base aerea britannica a Cipro, anche se Londra non ritiene che siano stati lanciati direttamente dall'Iran. Dal canto loro, Spagna e Germania ribadiscono la loro estraneità a questa guerra, con Madrid che smentisce "categoricamente" che intenda cooperare militarmente con gli Stati Uniti nelle operazioni contro l'Iran, respingendo le dichiarazioni della portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, e Berlino che chiede all’Iran di cessare gli attacchi. Il conflitto preoccupa anche l’Italia, in particolare per “la reazione scomposta dell'Iran - ha dichiarato  la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni -, che sta sostanzialmente bombardando tutti i paesi vicini compresi quelli che si erano spesi per un accordo sul nucleare iraniano, comporta un rischio di escalation che può avere conseguenze imprevedibili”. In fibrillazione per le ricadute economiche e la disponibilità di petrolio la Corea del Sud, che convoca riunioni straordinarie anche a seguito del recente crollo della Borsa di Seul.

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05 marzo 2026, 08:57