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I bombardamenti israeliani e statunitensi su Teheran (Reuters) I bombardamenti israeliani e statunitensi su Teheran (Reuters) 

Bombe su tutto l'Iran che risponde con lanci di droni e missili

Proseguono nel quinto giorno di guerra i pesanti raid di Usa e Israele su tutto il territorio iraniano. Teheran risponde colpendo i vicini Paesi del Golfo. L'Idf attacca ancora anche il Libano con bombardamenti sul sud di Beirut e a Baalbek: 300 mila le persone già in fuga. Eletto intanto come nuova Guida suprema dell'Iran il figlio di Khamenei, Mojtaba. Infine, è scontro tra Trump e la Spagna per il no di Madrid all'uso delle sue basi militari. Tensioni anche con il premer britannico Starmer

Roberto Paglialonga - Città del Vaticano

Attacchi "su vasta scala" su Teheran sono in corso da parte dell’Aeronautica militare israeliana anche questa mattina. L’Idf ha riferito che uno dei suoi caccia Stealth F-35 ha abbattuto un jet YAK-130 dell’Aeronautica iraniana sui cieli della capitale. Israele lo ha descritto come il primo abbattimento in combattimento aria-aria di un aereo pilotato da parte di un caccia.

Una notte di bombardamenti sull'Iran

Ma Teheran è stata oggetto di bombardamenti per tutta la notte scorsa. Testimoni hanno affermato che i raid hanno colpito intensamente la parte occidentale, e così altre località, come Karaj. Segnalati attacchi pure a Behbahan, Kermanshah, Khorramabad, Shiraz, Tabriz, e nella città di Qom. Proprio qui, ieri, è stata presa di mira la sede dell’Assemblea degli esperti, chiamata a eleggere il successore di Ali Khamenei. Non è chiaro se il palazzo fosse stato evacuato in tempo e se la votazione per la designazione del nuovo leader supremo si stesse svolgendo da remoto, per ragioni di sicurezza, come sostengono i media iraniani, o se sia stato centrato proprio mentre era in corso la votazione per nominare la nuova Guida suprema, come riferiscono invece fonti israeliane. Secondo Channel 12, gli 88 saggi erano già andati via prima del raid e sul posto erano rimasti solo gli “scrutatori”, di cui poi però non si è saputo più nulla. Versioni contrastanti, che si sovrappongono e si smentiscono a vicenda, riflettono l’opacità di una guerra scandita dall’incertezza delle notizie, dove la verità si frantuma tra propaganda, comunicati ufficiali e fonti difficilmente verificabili.

Il figlio di Khamenei, Mojtaba, eletto nuova Guida suprema

La votazione — come riporta Iran International — si sarebbe conclusa con la nomina a Guida suprema del secondogenito cinquantaseienne di Khamenei, Mojtaba. Mentre i funerali del padre, che dovevano iniziare questa sera e durare tre giorni, sono stati per il momento rimandati: il corpo verrà poi probabilmente sepolto nella città natale di Mashhad, nel nord-est del Paese. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha minacciato in una nota che «qualsiasi leader nominato dal regime terroristico iraniano per continuare a guidare il piano per distruggere Israele, minacciare gli Stati Uniti, il mondo libero e i Paesi della regione e opprimere il popolo iraniano, sarà un bersaglio inequivocabile da eliminare».

L'impegno bellico degli Stati Uniti

Il CentCom (Comando centrale statunitense) ha reso noto che sono 50.000 i soldati Usa e oltre 200 gli aerei da combattimento attualmente impegnati nell’operazione, conducendo attacchi senza sosta. Dall’inizio della guerra, inoltre, 2.000 obiettivi sono stati colpiti, mentre 17 navi e un sottomarino di Teheran sono stati abbattuti nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman. Gli Stati Uniti hanno colpito una nave da guerra iraniana anche nell'Oceano Indiano, al largo delle coste dello Sri Lanka. Almeno 80 persone sono morte, ha dichiarato il vice ministro degli Esteri dello Sri Lanka Vijitha Herath, dopo che un sottomarino statunitense ha colpito e affondato una nave da guerra al largo delle coste del Paese asiatico. La nave iraniana Iris Dana affondata nell'attacco stava tornando in Iran da un porto nell'India orientale. Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha confermato che è stato un sottomarino statunitense ad affondare la nave iraniana.

L'Iran continua a colpire i vicini del Golfo

Non sono mancati gli attacchi della controffensiva dell’Iran. Ieri il consolato Usa a Dubai è stato colpito da un drone scatenando un incendio. Ma l’agenzia di stampa Fars ha riferito che Teheran ha lanciato più di 40 missili contro obiettivi statunitensi e israeliani nelle ultime ore. Inoltre, i pasdaran affermano di aver lanciato missili contro una risorsa strategica Usa nell’Oceano Indiano, prendendo di mira un cacciatorpediniere in fase di rifornimento.
Il Qatar ha comunicato che un razzo iraniano ha colpito la base aerea di Al Udeid, la più grande installazione militare Usa in Medio Oriente, senza causare vittime.Droni sono stati intercettati anche sui cieli di Iraq e Giordania e sono stati abbattuti dai jet britannici della Raf, nell’ambito di "un'azione difensiva di Londra a sostegno degli alleati nel mirino della reazione dell’Iran", ha dichiarato il premier, Keir Starmer.Due droni e nove missili sono poi stati distrutti sopra l’area di Al-Kharj, a sud della capitale saudita Riyad. E un missile balistico è stato lanciato anche verso la Türkiye, ma è stato neutralizzato dalle forze Nato nel Mar Mediterraneo, ha detto il ministero della Difesa di Ankara.

Lo Stretto di Hormuz controllato dai pasdaran

Infine, notizia rilevante in particolare per le sue ripercussioni sul commercio mondiale e gli approvvigionamenti energetici — il cui rallentamento ha finora mostrato di colpire soprattutto i mercati asiatici — le Guardie rivoluzionarie, attraverso l’alto funzionario Mohammad Akbarzadeh, citato dalla Fars, hanno annunciato di avere il «controllo totale» dello Stretto di Hormuz. Tanto che ieri il presidente degli Usa, Donald Trump, ha dichiarato che la Marina statunitense potrebbe anche scortare le petroliere attraverso il canale "se necessario". Il ministero degli Esteri cinese ha dichiarato che la "sicurezza dello Stretto è interesse di tutti" e Pechino ha intanto evacuato 470 cittadini dall’Iran.

Raid israeliani su Beirut e Baalbek: 300 mila in fuga

Nell’ambito dell’escalation del conflitto, nuovi pesanti raid sono stati condotti dall’Idf sul Libano. Sarebbero ormai 300.000 le persone in fuga dal sud del Paese a causa delle bombe. Questa notte raid ancora a sud di Beirut e su Baalbek (11 i morti in totale), con ordini di evacuazione per altre 13 città. Hezbollah ha contrattaccato con un lancio di missili su una base navale a Haifa.

Araghchi accusa Trump di aver fatto fallire le trattative

Mentre il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha accusato Trump di aver "bombardato il tavolo delle trattative, tradendo la diplomazia e gli americani che lo hanno eletto", polemiche sono scoppiate tra le due sponde dell’Atlantico.

Scontro Washington-Madrid per l'uso delle basi spagnole

La Spagna ha negato agli Stati Uniti l'uso delle basi condivise su territorio spagnolo a Moron de la Frontera e a Cadice, in Andalusia, nell’ambito dell’offensiva israelo-statunitense contro Teheran. E Trump, in conferenza stampa a margine di un vertice con il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha minacciato Madrid di sospendere i rapporti commerciali. Mentre Merz ha ribadito che è importante elaborare una strategia "per il giorno dopo" la fine delle ostilità. Pronta la risposta della vicepremier spagnola, Yolanda Diaz: "La Spagna non accetta ricatti né lezioni da un Paese aggressore. Siamo un Paese pacifico. Se gli Usa vogliono un alleato, che inizino a rispettare la nostra sovranità e il diritto internazionale", ha scritto su Bluesky.

I "rimproveri" di Trump al premier britannico Starmer

Trump ha rimproverato anche Starmer di non essere collaborativo, dichiarando che tra Washington e Londra "le relazioni non sono più quelle di una volta". Il premier britannico infatti ha detto di non credere "a un cambio di regime che venga dal cielo" e ha dato un via libera ritardato — inizialmente negato, quindi concesso — all’uso delle basi per il conflitto, definendo il supporto comunque "limitato e difensivo". Quindi ha ribadito la scelta di non prendere parte direttamente ai raid.

Nel Mediterraneo navi da guerra di Gran Bretagna e Francia

Londra pertanto ha annunciato l’invio di una nave da guerra e di mezzi antidroni nel Mediterraneo orientale per tutelare gli alleati e le basi a Cipro; mentre da Parigi, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato di essere pronto a creare "una coalizione per mettere in sicurezza il traffico marittimo in Medio Oriente", annunciando che la portaerei Charles de Gaulle sarà presto dispiegata nel Mediterraneo.
 

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04 marzo 2026, 14:46