Ucraina, ondata di attacchi reciproci tra Mosca e Kyiv. Stallo nei negoziati per la pace
Marco Guerra – Città del Vaticano
È la continuità delle violenze e degli attacchi a segnare l’inizio del nuovo anno in Ucraina. Nella regione di Zaporizhzhia i russi hanno sferrato 737 attacchi nelle ultime 24 ore, segnalano le autorità locali. Il bilancio è di due feriti e 54 danni ad abitazioni, automobili e infrastrutture. Un ospedale è stato centrato da tre droni nella regione ucraina di Chernihiv.
Mosca chiede la condanna del raid sui civili a Khorly
Sul fronte opposto, Vladimir Saldo, governatore filo-russo della parte della regione di Kherson sotto il controllo dell’esercito di Mosca, ha affermato che droni ucraini hanno fatto fuoco su un bar ed un hotel nel villaggio di Khorly, sul Mar Nero, durante i festeggiamenti del 31 dicembre: almeno 27 persone sono state uccise e 50 sono state ferite. Mosca ha chiesto all'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani di "condannare pubblicamente e al più presto” quello che definisce un “terribile attacco terroristico”. Il portavoce dello Stato maggiore delle Forze armate dell'Ucraina replica affermando che "Le Forze ucraine aderiscono alle norme del diritto internazionale umanitario e colpiscono esclusivamente obiettivi militari nemici e altri obiettivi legittimi, con l'obiettivo di ridurre il potenziale militare del paese aggressore".
Round di incontri tra l’Ucraina e i suoi alleati
Sul piano diplomatico non si registrano passi in avanti. Per domani è previsto un vertice tra l'Ucraina e Paesi europei a cui parteciperanno i consiglieri per la sicurezza nazionale di Kyiv. Sul social X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha fatto sapere che ''Il 5 gennaio si terrà poi una riunione dei capi di stato maggiore delle forze armate”. “La questione principale sono le garanzie di sicurezza per l'Ucraina – ha aggiunto -. Politicamente, quasi tutto è pronto ed è importante definire ogni dettaglio su come funzioneranno le garanzie in aria, a terra e in mare, se riusciremo a porre fine alla guerra”. Infine, il 6 gennaio si riuniranno i leader della colazione dei Volenterosi. Nel discorso di fine anno Zelensky ha ribadito che un accordo con la Russia è "pronto al 90%", a il restante 10% determina il distino della pace. Irrisolta resta la questione della cessione alla Russia del Donbass.
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