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La sede dell'Eliseo a Parigi dove si svolgono i colloqui per la crisi in Ucraina La sede dell'Eliseo a Parigi dove si svolgono i colloqui per la crisi in Ucraina   (ANSA)

Ucraina, intesa a Parigi su garanzie e forza multinazionale dopo la tregua

Sul tavolo l’accordo per un sistema di sicurezza per Kyiv con lo schieramento di un contingente militare garantito da più paesi. Intanto proseguono i tavoli di confronto in Francia tra la “Coalizione dei Volenterosi”, Ucraina e Stati Uniti per la risoluzione del conflitto con Mosca. Ma il negoziato per la pace rimane in stallo, con il Cremlino che insiste sul nodo territoriale

Paola Simonetti – Città del Vaticano

Un cessate il fuoco con la Russia sembra ancora lontano, ma al centro dei colloqui di Parigi, che proseguiranno anche oggi tra la delegazione di Kyiv guidata dal presidente Volodymyr Zelensky, la “Coalizione dei volenterosi” e gli inviati statunitensi, c’è la dichiarazione di intesa per un sistema di garanzie e lo schieramento di una forza multinazionale in territorio ucraino, con il monitoraggio di un potenziale cessate il fuoco sotto la "leadership" statunitense.

Un'intesa storica 

“Una convergenza questa - ha dichiarato il presidente francese, Emmanuel Macron -che riconosce per la prima volta una alleanza operativa tra Coalizione, Ucraina e Stati Uniti con garanzie robuste per evitare una nuova minaccia". Gli Stati Uniti, tuttavia, hanno solo dichiarato di voler essere "di supporto" e i contorni del loro impegno militare restano ancora poco chiari. Per ora hanno già firmato Francia e Regno Unito, con il premier britannico, Keir Starmer che dice: “Siamo più vicini che mai alla pace”, mentre la Germania si è detta disponibile a inviare le sue forze in un paese Nato confinante con l'Ucraina. Le discussioni proseguiranno oggi fra il presidente ucraino e l’inviato speciale Usa, Steve Witkoff.

Negoziato fermo

Ma a fare la differenza, sottolineano gli europei, resta la posizione della Russia. “Occorre la buona volontà anche da parte dell'aggressore russo", ha dichiarato nei giorni scorsi il primo ministro polacco, Donald Tusk. Mosca, tuttavia, si è costantemente opposta a qualsiasi dispiegamento militare occidentale in Ucraina e continua a insistere sulla rivendicazione dell'intera regione mineraria e industriale del Donbass, nell'Ucraina orientale, inclusi i territori ancora controllati dall'esercito di Kyiv.

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07 gennaio 2026, 08:21