Ucraina, accordo per un cessate-il-fuoco attorno alla centrale di Zaporizhzhia
Valerio Palombaro - Città del Vaticano
Un accordo di cessate-il-fuoco-temporaneo e locale è stato raggiunto tra Kyiv e Mosca nei dintorni della centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa e nelle mani delle truppe russe dal marzo 2022. L’annuncio dell’intesa è stato dato tramite una nota ieri sera dal direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Mariano Grossi, che ha mediato l’accordo finalizzato a effettuare le riparazioni necessarie sull’ultima linea elettrica di riserva dell’impianto nucleare, messa fuori servizio dagli attacchi dello scorso 2 gennaio scorso. "L’Aiea continua a lavorare a stretto contatto con entrambe le parti per garantire la sicurezza nella centrale nucleare e prevenire un incidente nucleare durante il conflitto – ha dichiarato Grossi -. Questo cessate il fuoco temporaneo, il quarto che abbiamo negoziato, dimostra il ruolo indispensabile che continuiamo a svolgere". Un team dell’Aiea è già partito dalla sede centrale di Vienna per recarsi a Zaporizhzhia e supervisionare i lavori che inizieranno nei prossimi giorni.
Emergenza blackout a Kyiv
I combattimenti proseguono intanto nel resto del Paese, anche nella stessa regione di Zaporizhzhia. Le agenzie di stampa russe hanno riferito questa mattina della conquista da parte delle forze di Mosca dell’insediamento di Pryluki. L’Ucraina è intanto sempre più sotto pressione per via degli intensi attacchi russi contro le infrastrutture critiche, che stanno rendendo particolarmente difficile questo nuovo inverno di guerra. Il sindaco di Kyiv, Vitali Klitschko, ha riferito stamane che la capitale ucraina può fornire elettricità solo "a circa la metà" dei suoi abitanti. Secondo Klitschko, questa è una delle sfide "più difficili" che Kyiv abbia dovuto affrontare dall’inizio dell’invasione russa quasi quattro anni fa. Il sindaco ha inoltre annunciato che le scuole della capitale ucraina rimarranno chiuse dal 19 gennaio fino al prossimo primo febbraio. Le autorità cittadine hanno anche deciso di ridurre l’illuminazione pubblica a un quinto della capacità per risparmiare energia, mentre le temperature abbondantemente sotto lo zero continuano a complicare la situazione.
Un altro duro inverno di guerra
Ma la situazione emergenziale si estende anche ad altre regioni dell’Ucraina. Il presidente, Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che a causa degli attacchi russi il sistema energetico ucraino è in grado di rispondere solo al 60 per cento delle esigenze del Paese. Il nuovo ministro dell’Energia, l’ex ministro della Difesa ed ex primo ministro Denys Shmyhal, ha spiegato in conferenza stampa che le maggiori criticità si concentrano, oltre che nelle aree lungo la linea del fronte, nelle regioni di Kyiv, Kharkiv e Odessa. Un totale di 56.000 famiglie nel distretto di Bucha, nella regione di Kyiv, sono rimaste senza elettricità dopo un attacco russo avvenuto la notte scorsa. Secondo Dtek, il principale operatore energetico ucraino, permangono interruzioni di corrente anche nei distretti di Brovary e Boryspil. Attacchi russi nelle scorse ore hanno scosso anche la città di Kharkiv, nel nord-est del Paese. Almeno due persone sono morte dopo che un raid russo a centrato un condominio di 16 piani. E, secondo i Servizi di emergenza ucraina, due donne hanno perso la vita a causa di un raid aereo russo su Nikopol, nell’oblast di Dnipropetrovsk mentre altre sei persone sono rimaste ferite.
Spazio alla diplomazia
Tutto questo avviene mentre procedono al rilento gli sforzi della diplomazia. Oggi, 18 gennaio, le delegazioni di Ucraina e Stati Uniti si incontreranno a Miami per discutere, secondo quanto dichiarato dall’ambasciatrice ucraina a Washington Olga Stefanishyna, anche delle garanzie di sicurezza per Kyiv. L’Ucraina ha inviato a Miami il segretario del Consiglio per la difesa, Rustem Umerov, e il capo dell’ufficio presidenziale Kirill Budanov. Sul tavolo due documenti chiave: l’accordo sulle garanzie di sicurezza, e quello sulla prosperità economica dell’Ucraina dal valore di 800 miliardi di dollari. Tali accordi potrebbero essere firmati al Forum economico mondiale di Davos, che si terrà nella località svizzera terrà dal 19 al 23 gennaio e dove è in programma un nuovo incontro tra i presidenti Zelensky e Trump.
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