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Venezuela's legislature to be sworn in for new term after Maduro capture

Onu: l'intervento militare Usa in Venezuela "ha minato il diritto internazionale"

Ravina Shamdasani, portavoce dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, in una conferenza stampa a Ginevra, esprime preoccupazione per l'azione degli Usa: "Nessuno Stato dovrebbe minacciare o usare la forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di un altro Stato". Ieri Delcy Rodríguez ha prestato formalmente giuramento come presidente ad interim del Venezuela. Intanto sono state registrate tensioni a Caracas

Vatican News

Profonda preoccupazione per l'intervento militare statunitense in Venezuela. Lo hanno espresso oggi le Nazioni Unite, avvertendo che l'azione degli Usa "ha minato un principio fondamentale del diritto internazionale". "Nessuno Stato - ha dichiarato Ravina Shamdasani, portavoce dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, in una conferenza stampa a Ginevra - dovrebbe minacciare o usare la forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di un altro Stato".

Una violazione del diritto internazionale

 "Gli Stati Uniti hanno giustificato il loro intervento sulla base della lunga e terribile storia di violazioni dei diritti umani da parte del governo venezuelano, ma la responsabilità per tali violazioni non può essere ottenuta con un intervento militare unilaterale che viola il diritto internazionale -  si legge ancora nella nota diffusa da Shadasani -. Il popolo venezuelano merita che venga fatta giustizia attraverso un processo equo e incentrato sulle vittime". "Come è emerso chiaramente dai rapporti costanti dell'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani sul continuo deterioramento della situazione in Venezuela da circa un decennio, i diritti del popolo venezuelano sono stati violati per troppo tempo. Temiamo che l'attuale instabilità e l'ulteriore militarizzazione del Paese derivanti dall'intervento degli Stati Uniti non faranno che peggiorare la situazione".  

Il giuramento della presidente ad interim 

La dichiarazione delle Nazioni Unite arriva all'indomani della prima di udienza di fronte a un tribunale federale statunitense del presidente venezuelano Nicolás Maduro che si è dichiarato "non colpevole" delle accuse, a lui contestate, di traffico internazionale di droga e narco-terrorismo. Nel frattempo ieri Delcy Rodríguez ha prestato formalmente giuramento come presidente ad interim del Venezuela. Il giuramento è stato presieduto da suo fratello, il presidente dell’Assemblea Nazionale Jorge Rodríguez.  Intanto la leader dell'opposizione venezuelana e premio Nobel per la Pace, Maria Corina Machado, ha dichiarato di non aver avuto più contatti con il presidente Usa, Donald Trump, da ottobre scorso. "Ho parlato con il presidente Trump il 10 ottobre, lo stesso giorno in cui è stato annunciato il Premio Nobel, ma da allora piu' niente", ha dichiarato a Fox News. Machado - ampiamente considerata l'oppositore piu' credibile di Maduro - ha lasciato il Venezuela il mese scorso per recarsi in Norvegia per ritirare il Premio e da allora non è più tornata. "Ho intenzione di tornare a casa il prima possibile", ha detto a Fox quando le è stato chiesto dei suoi piani per un eventuale rimpatrio. 

Sparatorie e blocchi militari a Caracas

Nel frattempo a Caracas, dopo la deposizione di Maduro, la tensione cresce. Gli edifici governativi di Caracas sono stati evacuati dopo che si sono registrati degli spari nella notte nei pressi del palazzo presidenziale di Miraflores, secondo il network colombiano Caracol. Anche le attività commerciali e le aree vicine al luogo degli scontri sono state chiuse a causa dell'emergenza. Secondo le prime ricostruzioni,  sembra che a sparare sia stato il personale militare del governo venezuelano che ha aperto il fuoco dopo l'avvistamento di presunti droni. Intanto la Bbc ha riferito che nelle strade di Petare ci sono "pattuglie di uomini incappucciati armati che controllano anche gli stati WhatsApp delle persone". L'emittente riferisce che decine di posti di blocco militari sono sorti nella capitale venezuelana. Intanto il sindacato dei Giornalisti e degli operatori dei media ha affermato che 14 cronisti sono stati arrestati ieri mattina, per poi essere rilasciati. 

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06 gennaio 2026, 13:17