Iran, sale a 45 il bilancio delle vittime nelle proteste contro il "caro vita"
Paola Simonetti - Città del Vaticano
E' salito ad almeno 45 morti il bilancio delle proteste in Iran estese a tutto il territorio; tra le vittime ci sarebbero otto minorenni, secondo i dati della ong Iran Human Rights. Oltre 390 le manifestazioni in tutte le 31 province del paese dal 28 dicembre scorso, con oltre 2.270 arresti e, stando alle denunce locali, una dura repressione da parte della polizia, anche se i media statali iraniani hanno attribuito la responsabilità delle violenze a quelli che sono stati definiti "agenti terroristi" di Stati Uniti e Israele.
Le motivazioni delle proteste
Le manifestazioni sono state scatenate dal malcontento dei commercianti, asse portante economico del Paese, per il pesante aumento del costo della vita e dell’inflazione e, dopo aver contagiato anche altre fasce di popolazione, si sono trasformate rapidamente in una vera e propria sfida alla Repubblica Islamica, verso la quale, era già maturata una profonda opposizione. Una catastrofica situazione economica, generata nel paese, secondo gli analisti dell'area, non solo dalle sanzioni in atto, ma anche per una mala gestione delle risorse statali.
La reazione
Le autorità hanno bloccato rete telefonica e internet, dunque, appare sempre più difficile offrire un quadro chiaro della situazione in atto, secondo quanto denunciato dai giornalisti alle prese con limitazioni nel riportare informazioni, come l'obbligo di un permesso per viaggiare all'interno del Paese.
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