Ucraina, intensi combattimenti mentre cresce l'incertezza sui negoziati
Paola Simonetti – Città del Vaticano
La prospettiva per una tregua che risolva il conflitto nel cuore dell’Europa sembra allontanarsi con lo scontro in atto fra Russia e Ucraina sul presunto attacco alla residenza di Vladimir Putin, a Novgorod. “Un raid mai avvenuto”, risponde Kyiv che denuncia l’assenza di prove delle accuse di Mosca, che ha parlato di “attentato al negoziato” da parte dell'Ucraina.
Il cammino incerto della diplomazia
Il Cremlino, tuttavia, non esclude la prosecuzione dei colloqui con il presidente Usa, Donald Trump, che solo due giorni fa aveva annunciato un accordo fra le parti nell’arco di due settimane. Timidamente ottimisti i leader europei, ieri riunitisi a Varsavia proprio sulla crisi ucraina.
I nodi della trattativa di pace
Restano di fatto irrisolte le questioni cruciali del negoziato: la cessione da parte dell’Ucraina della regione del Donbass e della centrale nucleare di Zaporizhzhia, rivendicati da Mosca, punti sui quali però Kyiv non arretra di un passo. Mosca, intanto, "mostra i muscoli" e il ministero della Difesa annuncia: il sistema missilistico ipersonico con capacità nucleare Oreshnik è entrato formalmente in servizio in territorio bielorusso.
Conflitto sempre più violento
I combattimenti sul fronte, intanto, si intensificano: un nuovo attacco russo nel Donetsk ha provocato una vittima civile, mentre sono stati 6 i feriti per il raid condotto sulla città ucraina di Odessa, zona che, secondo Zelensky, la Russia vorrebbe isolare dal resto del paese. Solo nella giornata di ieri, secondo quanto riportato dallo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine si sono svolti 142 scontri di combattimento lungo la linea del fronte con l'esercito russo. Oltre 100mila, invece, le persone rimaste senza elettricità a sud-est di Mosca per un raid ucraino su una sottostazione elettrica.
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