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Partecipanti all'Assemblea plenaria dell'Amecea Partecipanti all'Assemblea plenaria dell'Amecea

Plenaria dell'Amecea, i giovani africani: "Siamo il futuro ma anche il presente della Chiesa"

All'assemblea dell'Associazione delle conferenze episcopali dell'Africa orientale, in corso a Nairobi, i delegati che rappresentano le nuove generazioni hanno chiesto di contare di più: "Immaginiamo la Chiesa come una casa dove sentirsi agenti di trasformazione"

Giovanni Zavatta - Città del Vaticano

Ascoltare le preoccupazioni dei giovani, inserendole come materia nel processo decisionale e nella pianificazione pastorale delle diocesi, perché essi «non sono solo il futuro della Chiesa ma anche il presente». All’Università cattolica di Nairobi — dove fino a domenica 26 è in corso l’assemblea plenaria dell’Associazione delle conferenze episcopali dell’Africa orientale (Amecea) — la parola è passata per un giorno ai giovani che hanno rivolto un appello ai vescovi esortandoli ad «ascoltare le nostre voci, riflettere sulle nostre realtà e accompagnarci nel nostro cammino con il cuore». Del resto il tema dell’assemblea, Amecea’s synodal journey with young people: building bridges of communion, hope, justice and good governance, non può che vedere i giovani come protagonisti del dibattito.

Un lungo processo di consultazione

Hayat Abdi, delegata dell’arcidiocesi di Addis Abeba, ha ringraziato i presuli per aver invitato i giovani a partecipare alla plenaria affermando che questo gesto dimostra l’impegno della Chiesa ad accompagnarli nel cammino di fede, non solo a parlare con loro. Il processo di consultazione giovanile è iniziato in Zambia nel 2024, in occasione di un forum convocato dal segretariato dell’Amecea, ed è stato successivamente ampliato attraverso incontri a livello regionale dopo una riunione tenutasi a Dar es Salaam, in Tanzania, nel 2026. Da qui la richiesta che ora ha preso voce a Nairobi e che contiene preoccupazioni e speranze. I giovani della regione si trovano ad affrontare una complessa interazione di sfide sociali, economiche, politiche, culturali e spirituali, ma, nonostante ciò, possiedono doni enormi che continuano ad arricchire la Chiesa: «I giovani sono pieni di vitalità, entusiasmo e un forte desiderio di realizzarsi», ha detto la rappresentante etiope.


Ampliare formazione e rappresentanza

Blessings Kachepa, delegato della Conferenza episcopale del Malawi, ha chiesto un maggiore impegno istituzionale per la pastorale giovanile in tutta la regione, elevando i dipartimenti al rango di direzione o commissione con un incremento di rappresentanza nelle strutture di governo a tutti i livelli. «I giovani hanno espresso la necessità di cappellani e animatori che comprendano la loro realtà e siano adeguatamente formati per servirli», ha detto Kachepa, facendo poi una richiesta precisa ovvero di ampliare la formazione sulle competenze relazionali e fornire un’adeguata preparazione e supporto alle giovani coppie sposate: «Molti giovani entrano nel matrimonio senza una preparazione sufficiente, il che contribuisce agli alti livelli di conflitto e divorzio», ha riferito.

Strumenti digitali per la catechesi

Altro tema quello dell’evangelizzazione digitale, diventata «mezzo essenziale per raggiungere i giovani ovunque si trovino e rafforzare la loro fede e testimonianza cristiana». Da qui la sollecitazione rivolta ai vescovi  a un «uso efficace degli strumenti digitali per la catechesi». In conclusione, quella immaginata è una Chiesa «unita e missionaria, una casa dove i giovani siano responsabilizzati come leader e riconosciuti come agenti di trasformazione».

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23 luglio 2026, 12:52