Bolivia, appello dei vescovi: solo col dialogo si può uscire dalla crisi
Francesco Citterich - Città del Vaticano
Mentre la Bolivia continua a essere attraversata da una delle fasi più difficili degli ultimi anni, segnata da una crescente crisi economica, dalla carenza di carburante e da forti tensioni sociali e politiche, la Chiesa cattolica richiama il Paese al dialogo, alla responsabilità e alla solidarietà.
La situazione interna al Paese
Le lunghe file davanti ai distributori di benzina e diesel, le difficoltà nel trasporto delle merci, l’aumento del costo della vita e le proteste che da settimane paralizzano diverse aree dello Stato sudamericano stanno mettendo a dura prova la popolazione. A ciò si aggiungono la scarsità di valuta estera, le difficoltà di approvvigionamento di beni essenziali e le crescenti preoccupazioni per la tenuta del sistema sanitario che in molte regioni denuncia problemi nell’accesso a medicinali, ossigeno e forniture di base.
Il messaggio dei vescovi
In tale contesto, segnato anche dalle tensioni all’interno dello stesso fronte politico che governa la Bolivia, la Conferenza episcopale ha diffuso ieri, 4 giugno, un messaggio in occasione della solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo invitando i fedeli a guardare all’Eucaristia come fonte di speranza e come impulso a un impegno concreto a favore del bene comune. «Celebrare e venerare l’Eucaristia nel contesto complesso che viviamo attualmente in Bolivia ci interpella profondamente», scrivono i vescovi. Parole che risuonano con particolare forza in un momento in cui migliaia di famiglie vedono peggiorare le proprie condizioni di vita e si trovano ad affrontare quotidianamente incertezze e privazioni.
Una grave crisi che colpisce migliaia di famiglie
L’episcopato non nasconde la gravità della situazione: «Il nostro Paese attraversa una grave crisi che colpisce migliaia di famiglie e che si esprime in molteplici sofferenze: la mancanza di medicinali, ospedali che affrontano difficoltà nell’approvvigionarsi di ossigeno e forniture di base, la scarsità e l’aumento del costo degli alimenti, l’incertezza di coloro che non trovano carburante e le dure condizioni che vivono trasportatori, commercianti e viaggiatori bloccati sulle autostrade». L’immagine restituita dai vescovi è quella di una società sotto pressione. Le difficoltà nell’importazione dei combustibili e la loro distribuzione irregolare hanno infatti provocato rallentamenti nei trasporti, con effetti a catena sull’economia nazionale. Molti produttori agricoli denunciano problemi nel far arrivare i propri prodotti ai mercati, mentre nelle città i cittadini devono fare i conti con prezzi sempre più elevati per beni alimentari e servizi. Le proteste e i blocchi stradali organizzati da diversi settori sociali hanno ulteriormente aggravato la situazione, contribuendo a creare un clima di crescente esasperazione.
Preoccupazione per il clima civile
Di fronte a questo scenario, i presuli riconoscono la legittimità di molte delle richieste avanzate dai manifestanti ma esprimono al tempo stesso una forte preoccupazione per il deterioramento del clima civile: «Riconosciamo che esistono rivendicazioni legittime e preoccupazioni reali di diversi settori della società. Tuttavia, ci preoccupa che questa situazione stia alimentando lo scontro, l’intolleranza e la divisione tra boliviani. Nessuno può rimanere indifferente quando la vita, la salute e la dignità delle persone si vedono minacciate». L’appello della Chiesa è dunque rivolto non soltanto alle autorità politiche ma all’intera società. Nel messaggio emerge con forza la convinzione che la crisi non possa essere affrontata attraverso la contrapposizione permanente o la ricerca di vantaggi di parte. «Il Signore ci ha insegnato che la via per superare le crisi non è lo scontro, ma l’incontro, il dialogo sincero, la ricerca del bene comune e il riconoscimento della dignità di ciascuna persona», afferma la Conferenza episcopale. In una nazione attraversata da incertezze economiche, tensioni politiche e crescenti difficoltà sociali, la Chiesa boliviana affida dunque al Corpus Domini un messaggio che è insieme denuncia, esortazione e speranza: la convinzione che soltanto attraverso il dialogo, la solidarietà e la ricerca del bene comune sarà possibile superare una crisi che tocca ormai ogni settore della vita nazionale.
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