Giornata sensibilizzazione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica Giornata sensibilizzazione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica 

CEI, l’8x1000 una firma che si traduce in solidarietà, cura e speranza

Domenica 3 maggio si celebra la 36ª Giornata nazionale di sensibilizzazione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica. Nel 2025 i fondi hanno finanziato interventi caritativi per i più fragili in Italia e nei Paesi in via di sviluppo, il sostentamento del clero e la tutela dei beni culturali, ma oltre 25 milioni di contribuenti non esprimono ancora nessuna scelta. Monzio Compagnoni: "firmare significa far parte di un enorme circuito di solidarietà"

Cecilia Seppia – Vatican News

Dare da mangiare a chi è affamato, da bere a chi è assetato, ospitare lo straniero, e ancora assistere i malati, gli anziani, visitare i carcerati. Sono azioni radicalmente evangeliche che la Chiesa compie ogni giorno con l’aiuto di laici e consacrati in ogni parte del mondo, ancora di più nel mondo di oggi, segnato dalle guerre e da crisi di varia natura. In occasione della 36esima edizione della Giornata nazionale di sensibilizzazione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, domenica 3 maggio, la Conferenza episcopale italiana rilancia l’importanza dell’8x1000, una firma che si traduce “in accoglienza, solidarietà e speranza”, un gesto piccolo, che al contribuente non costa nulla e che però permette di moltiplicare la carità, aumentando risorse e servizi che ritornano sul territorio a beneficio di tutti. “È più di quanto credi!” recita il messaggio di quest’anno che domenica prossima risuonerà da Nord a Sud, isole comprese, nelle 25.500 parrocchie del Paese.

I numeri del 2025

Solo nel 2025, ad esempio, chi ha destinato l’8xmille alla Chiesa cattolica ha contribuito a rendere possibile lo stanziamento di 280 milioni di euro per interventi caritativi (di cui 150 destinati alle diocesi per la carità, 50 ad esigenze di rilievo nazionale e 80 ad interventi a favore dei Paesi più poveri), 384 milioni di euro per il sostentamento dei circa 31 mila sacerdoti che si spendono a favore delle comunità e che sono spesso i primi motori delle opere a sostegno dei più fragili, e oltre 350 milioni di euro per esigenze di culto e pastorale. Questa voce comprende anche gli interventi a tutela dei beni culturali ed ecclesiastici per continuare a tramandare arte e fede alle generazioni future, oltre a rappresentare indirettamente un volano per l’indotto economico e turistico locale. “Firmare – sottolinea Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica – significa far parte di un enorme circuito di solidarietà, capace di portare aiuto a migliaia di persone, sia in Italia che nei Paesi più poveri del mondo”. Sì, perché attraverso la Caritas, per esempio, o la Fondazione Migrantes, si riesce a tendere la mano anche nelle zone remote della Terra, portando pasti caldi, costruendo dormitori, fornendo istruzione e cure mediche, ripari dignitosi e servizi igienici per chi ha perso la propria casa distrutta dalle bombe, spazzata via da violente inondazioni.

Un gesto libero, semplice e gratuito

Secondo gli ultimi dati disponibili, nelle dichiarazioni 2024 sono oltre 11 milioni e 200 mila i cittadini che hanno destinato l’8xmille alla Chiesa cattolica, pari al 66,2% di quanti esprimono una scelta. Nonostante l’8xmille sia entrato in vigore nel 1990, però, sono ancora tanti, oltre 25 milioni, i contribuenti che non esprimono alcuna scelta, perché non sanno di poterlo fare, perché non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi, oppure perché ritengono che la procedura sia troppo complessa. Molti pensionati e lavoratori dipendenti, ad esempio, ricevono la sola Certificazione Unica e non sono tenuti a presentare il modello 730 o il modello Redditi. Anche in questi casi, però, è possibile esprimere la propria scelta per l’8xmille alla Chiesa cattolica, compilando l’apposita scheda e consegnandola secondo le modalità previste. La firma per l’8xmille è un gesto libero, semplice e gratuito. Non comporta alcun costo aggiuntivo per il contribuente, ma permette di destinare una quota del gettito Irpef a interventi che sostengono la vita della Chiesa e il bene comune. Per questo l’informazione e la sensibilizzazione giocano un ruolo determinante nel favorire la comprensione del rilievo dei fondi 8xmille.

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30 aprile 2026, 15:23