CEAMA: una Chiesa con volto sinodale, amazzonico e pluriculturale
Johan Pacheco - Città del Vaticano
Ispirati dal testo biblico “Io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?” (Is 43,19), la Conferenza ecclesiale dell’Amazzonia (Ceama) celebra dal 16 al 19 marzo la sua VI Assemblea generale, eleggendo una nuova presidenza per il periodo 2026-2030 e rinnovando i suoi impegni missionari e sinodali nei territori amazzonici.
La nuova presidenza della Ceama è composta dal cardinale Leonardo Steiner OFM, dell’archidiocesi di Manaus (Brasile), come presidente; e dai vicepresidenti: P. Jesús Huamán, del Vicariato apostolico di Puerto Maldonado (Perù); Juan Urañavi, del Vicariato apostolico di Ñuflo de Chávez (Bolivia) Marva Joy Hawksworth della diocesi di Georgetown (Guyana); e da suor Sônia Mareia Pinho de Matos, dell’arcidiocesi di Manaus (Brasile).
“Siamo riuniti a Bogotà, in Colombia, nell’assemblea della Ceama, Chiesa Ecclesiale dell’Amazzonia. Stiamo riflettendo sulla nostra missione, approfondendo la questione della nostra missione e stiamo anche cercando orizzonti comuni per l’azione delle nostre chiese particolari, le nostre diocesi, le nostre prelature, i nostri vicariati. È un cammino che stiamo percorrendo e desideriamo dargli continuità” ha detto il cardinale Leonardo Steiner.
Ha poi riferito che durante questa Assemblea generale “c’è stata l’elezione di una nuova presidenza per dare continuità al sogno di Papa Francesco di andare alle chiese dell’Amazzonia ed essere una Chiesa ecclesiale. Vogliamo portare avanti questo sogno di Papa Francesco, realizzando soprattutto i quattro sogni che ha condiviso con noi in Querida Amazonia. Stiamo prendendo in considerazione la questione sociale, la questione culturale, la questione ecologica e anche, naturalmente, la nostra situazione ecclesiale”.
Questa nuova presidenza è un segno concreto della sinodalità promossa dalla Ceama: una Chiesa che cammina insieme, che valorizza la diversità dei doni e che si lascia interpellare dalla realtà del territorio. È anche un’espressione viva del sogno di una Chiesa con volto amazzonico, dove l’interculturalità, la partecipazione e la corresponsabilità sono pilastri fondamentali.
Marva Joy Hawksworth, vicepresidente della Ceama
In rappresentanza dei laici dell’Amazzonia, Marva Joy Hawksworth, della diocesi di Georgetown (Guyana)è stata eletta anche come vicepresidente della Ceama. Appartiene al popolo Macushi, è nata nella comunità di Tipuru, nel sud del Rupununi, dove ha svolto gran parte del suo lavoro educativo e comunitario.
“Questi ultimi giorni sono stati molto istruttivi e molto interattivi. Ho imparato tanto e ho partecipato a tutto ciò che è avvenuto. È stato un periodo meraviglioso qui e oggi sono stata eletta vicepresidente. È stata una sorpresa per me, una sorpresa totale. So che è un grande impegno, che è un’enorme responsabilità quella che assumo, ma so anche che non sono sola” ha affermato.
Il suo percorso si è concentrato su contesti rurali e indigeni, dove ha promosso un’educazione interculturale che rafforza l’identità, la lingua e le tradizioni dei popoli originari. Il suo lavoro pedagogico è stato caratterizzato dall’integrazione tra saperi ancestrali e metodologie contemporanee, generando processi educativi significativi per le nuove generazioni.
L’Amazzonia e la comunicazione
Il prefetto del Dicastero per la Comunicazione, Paolo Ruffini, è intervenuto durante l’assemblea valorizzando il ruolo comunicativo della Chiesa in Amazonia: “La sfida comunicativa è molto grande in un sistema mediatico globale dominato da logiche commerciali o geopolitiche che non hanno interesse a raccontare la crisi ecologica e le storie dell’Amazzonia”, ha detto.
“Non dobbiamo confondere la comunicazione con la mera diffusione di notizie. Le notizie sono necessarie, ma hanno un ciclo brevissimo e operano all’interno di una gerarchia editoriale che decide che cosa conta e che cosa no. La storia amazzonica appare quando c’è una catastrofe, quando c’è un vertice, quando c’è un assassinio di un leader indigeno” ha affermato Ruffini.
Ha anche invitato “ad agire nelle piattaforme dominanti senza lasciarsi colonizzare dalla logica dello stesso sistema mediatico che emargina l’Amazzonia. La comunicazione globale effettiva su questi temi richiede, invece, una grammatica plurale di linguaggi, ognuno con una funzione diversa e un pubblico diverso”.
Il Papa: missionari in Amazzonia
Papa Leone XIV in un videomessaggio all’inizio della VI assemblea della Ceama li ha incoraggiati “a proseguire insieme, pastori e fedeli, nel rafforzamento dell’identità dei discepoli missionari nell’Amazzonia. Continuate a seminare nel solco che è stato irrigato anche con il sangue di tanti uomini e donne che vi hanno preceduti e che, uniti alla passione di Cristo, sono diventati radice di un ‘albero gigante’ che cresce nell’Amazzonia”.
“Sono lieto che l’Assemblea abbia tra i suoi obiettivi la formulazione degli Orizzonti Pastorali Sinodali, che potrebbero essere uno strumento utile per orientare la proclamazione ‘di un Dio che ama infinitamente ogni essere umano, che ha manifestato pienamente questo amore in Cristo’ (Francesco, Esortazione apostolica post-sinodale, Querida Amazonia, n. 64)”.
In questo nuovo tempo, la Ceama riafferma il suo impegno per la difesa della vita, la dignità dei popoli e la cura della Casa Comune, camminando insieme all’Amazzonia con speranza, fede e profonda convinzione missionaria.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui