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Assisi, pellegrini in coda per venerare le spoglie mortali di San Francesco Assisi, pellegrini in coda per venerare le spoglie mortali di San Francesco

Assisi, conclusa la venerazione delle spoglie di San Francesco. Zuppi: un messaggio di pace

Oltre 370 mila pellegrini giunti in un mese nella Basilica inferiore. Il custode del Sacro Convento, fra Moroni: "In questo mese, una fraternità composta e orante che ha voluto incontrare tutta la potenza di una vita animata dallo Spirito". Messa presieduta dal cardinale presidente della CEI: "Ascoltiamo San Francesco che porta la pace. Quanta paura e quanta violenza sarebbe risparmiata già solo se con la parola e il volto dicessimo: pace a tutti"

Vatican News

Si è conclusa oggi, domenica 22 marzo, nella chiesa inferiore della Basilica di San Francesco, la venerazione pubblica delle spoglie mortali del Santo, un evento che in un mese ha portato ad Assisi oltre 370 mila pellegrini provenienti da ogni parte del mondo. Un momento straordinario e senza precedenti, che ha unito uomini e donne, giovani e anziani, bambini e adulti, famiglie e singoli, in una grande raccolta del popolo di Francesco.

La Messa di Zuppi

Ultima celebrazione solenne e pubblica del mese di venerazione è stata la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, nella chiesa superiore della Basilica. Il porporato nella sua omelia ha ricordato questo tempo segnato da individualismo e conflitti, durante il quale "la tragica illusione è combatterei l male con il male", mentre il cristiano è chiamato a una "forza disarmata" che nasce dalla resurrezione e si oppone alla morte e a tutto ciò che la prepara. "In questa stagione di esaltazione della forza - è stato l'invito del cardinale -, ascoltiamo il messaggio di pace. Quanta paura e quanta violenza sarebbe disarmata già solo se dicessimo, con il volto e con le parole, 'pace a te'".

Costruire l'autentica via della pace

Zuppi ha richiamato poi il cuore del messaggio cristiano: "Non è la forza la signora del mondo - ha sottolineato -, perché è l'amore l'unica che può cambiarlo". Richiamando la figura di Francesco, ha sottolineato la sua attualità universale: "Non appartiene a un popolo ma a tutti" e insegna "un amore capace di riconoscere ogni uomo come fratello". "Un amore umile - ha sostenuto -, che non si arrende e che fa risorgere il mondo, fino a disarmare anche la morte". Infine l'invito, in un mondo "afflitto da conflitti e divisioni", a diventare "operatori di pace, testimoni disarmati e disarmanti". "Costruendo ponti dove si alzano muri e riscoprendo nel Vangelo la via del dialogo come unica difesa autentica della pace", ha affermato il presidente della CEI.

Grande consolazione

L'esperienza stessa dell'ostensione ha rappresentato "una grande consolazione" per le migliaia di pellegrini giunti ad Assisi. Davanti al corpo del Poverello, ha detto il cardinale, molti hanno ritrovato "forza" e la percezione concreta della presenza di Dio nella vita quotidiana. La santità, ha aggiunto, "non è perfezione ma riflesso dell'amore di Dio nella povertà della nostra vita".

"Siamo stati una fraternità riunita attorno a Francesco", ha dichiarato infatti fra Marco Moroni, OFMConv, custode del Sacro Convento, in riferimento al flusso di fedeli venuti a venerare le spoglie di San Francesco. "Una fraternità di trecentosettantamila persone raccolte qui e di molte altre in tutto il mondo. Una fraternità composta e orante, che ha voluto incontrare, nel segno di povere e fragili ossa, tutta la potenza di una vita animata dallo Spirito, che continua a portare frutto. Grazie a tutti quelli che in modi diversi hanno collaborato per pensare, organizzare e gestire un avvenimento che si è realizzato ben oltre la mia immaginazione e le mie aspettative".

Gioia e raccoglimento

"Molti mi hanno chiesto - ha dichiarato, da parte sua, fra Giulio Cesareo, OFMConv, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento - se mi sarei aspettato una risposta così importante dal punto di vista delle presenze e devo dire di sì: non avevo dubbi che saremmo stati in tantissimi a incontrare Francesco. Una cosa che invece proprio non mi aspettavo era il modo raccolto e gioioso che ha contraddistinto il pellegrinaggio e la venerazione in Basilica: silenzio, pazienza, cellulari in tasca… eppure ci sono le spoglie di Francesco e gli affreschi di Giotto. L’unica spiegazione per tutto ciò è che nessuno di noi in realtà è venuto a vedere Francesco, ma è lui che - vivo - ci ha chiamati per parlarci nel cuore e nella mente! È così questa l’occasione per ringraziare - anche a nome del team della Sala Stampa del Sacro Convento - i numerosi colleghi giornalisti e operatori della comunicazione di testate nazionali e internazionali: abbiamo sperimentato una grande collaborazione e tantissima professionalità. Sono convinto che una delle chiavi del grande riscontro dell’ostensione è stata proprio in una comunicazione trasparente, capillare, libera e organizzata".

Una ventata di novità

Questo mese di venerazione è stato un tempo di incontri profondi e significativi, vissuti intorno alla figura del Santo. Anche la comunità dei frati del Sacro Convento ha vissuto una ventata di novità e di energia, accogliendo confratelli provenienti da tutta Italia e da Paesi lontani come Brasile, Stati Uniti, Tanzania, India, Corea e del Medio Oriente. L’evento ha segnato anche un’apertura a nuovi linguaggi di comunicazione, come la realizzazione del video musicale dell’inno dell’ostensione Su questo colle. Per l’occasione, sono stati realizzati importanti interventi nel complesso del Sacro Convento per abbattere le barriere architettoniche e rendere l’esperienza della visita pienamente accessibile a tutti. L’attenzione all’inclusività ha permesso di vivere un’esperienza autentica e condivisa, in linea con lo spirito di Francesco, che iniziò il suo cammino di conversione facendosi prossimo ai più fragili, agli ultimi, agli emarginati.

Un cammino che prosegue

La sera, al termine del passaggio degli ultimi pellegrini, si è tenuto un momento riservato ai soli frati: il rito della reposizione delle spoglie mortali del Santo nella cripta della Basilica, gesto che ha concluso ufficialmente l’evento. Il cammino proseguirà per tutto il 2026: il claim “San Francesco vive” accompagnerà infatti tutte le iniziative dell’ottavo centenario della morte del Santo presso la Basilica, sottolineando la vitalità del suo messaggio e la sua capacità di parlare ancora oggi al cuore di tutti.

 

Ultimo aggiornamento alle ore 18.30 di domenica 22 marzo

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22 marzo 2026, 17:10