Il cardinale Zuppi presiede la Messa per la pace in Ucraina e nel mondo ad Assisi Il cardinale Zuppi presiede la Messa per la pace in Ucraina e nel mondo ad Assisi

Ucraina, Zuppi ad Assisi: falsa una pace imposta solo con la forza

Messa del presidente della CEI, oggi 11 marzo, nella Basilica di San Francesco, con una preghiera per la pace in Ucraina e nel mondo. L’evento organizzato dall’ambasciata di Ucraina presso la Santa Sede, in occasione dell’ostensione delle reliquie di San Francesco e nel quarto anniversario dell’invasione russa. Il porporato ha condannato ogni atto di guerra che mira a distruggere indiscriminatamente intere città: "È un delitto contro Dio e l'umanità"

Roberto Paglialonga – Assisi

Abbiamo bisogno di “tanta luce e speranza in un momento così difficile per il mondo”. Con queste parole il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale italiana e arcivescovo di Bologna, ha dato inizio a una celebrazione eucaristica presso la Basilica superiore di San Francesco ad Assisi, nell’ambito di una giornata di preghiera per la pace in Ucraina e nel mondo, organizzata dall’ambasciata di Ucraina presso la Santa Sede e il Sovrano Ordine Militare di Malta (Smom). La Messa si è svolta in occasione dell’ostensione delle reliquie di San Francesco, nell’ottavo centenario della sua morte. Nell’omelia all’interno di una Basilica gremita di persone – circa un centinaio i rappresentanti della comunità ucraina, oltre a tanti pellegrini da tutto il mondo – il cardinale ha esordito ricordando il lascito del Poverello di Assisi, che oggi ancora “è ovunque un fratello che incontra altri fratelli". Con questo "cuore universale”, Zuppi ha quindi implorato "la fine della guerra”.

La celebrazione nella Basilica superiore di San Francesco ad Assisi
La celebrazione nella Basilica superiore di San Francesco ad Assisi

Solo insieme si può trovare la vera pace

Il 2026 segna il quarto anno di conflitto in Ucraina, pertanto proprio assieme a chi rappresenta tutte le nazioni, “gli ambasciatori qui presenti, ma anche i tanti pellegrini (sono in media 10-11 mila al giorno – il doppio nei fine settimana – quelli che fanno visita alle reliquie del Santo, n.d.r.), quella che chiediamo oggi è veramente la pace di tutti”, perché “solo insieme possiamo trovarla e difenderla”, ha sottolineato il cardinale.

San Francesco continua a parlare nel nostro tempo

Soffermandosi sulla figura di San Francesco, il porporato ha ricordato come il Poverello “ci aiuta a capire cosa conta nella vita: la libertà di amare, senza possedere, e il legame di amore. Davanti a lui non abbiamo paura di essere 'fratelli tutti', e proviamo fastidio per le distanze e orrore per il fratello che alza le mani sul fratello”. Perché “sì, ogni guerra è fratricida”. Papa Leone XIV, ha ricordato il presidente della CEI, ha scritto che “in quest’epoca segnata da tante guerre che sembrano interminabili, da divisioni interiori e sociali che creano paura, San Francesco continua a parlare. La sua vita indica la sorgente autentica della pace”. Ma allora, è la domanda urgente, “come possiamo accettare la logica della guerra?”.

Cessino le bombe e tacciano le armi

Quindi, citando San Paolo VI, l’invito a farsi tutti operatori di pace, perché “è falsa la pace imposta col solo sopravvento della potenza e della forza. Se vuoi la pace, lavora per la giustizia”. “Ogni atto di guerra che mira indiscriminatamente a distruggere intere città è un delitto contro Dio e la stessa umanità, e deve essere condannata”, ha detto ancora Zuppi, riprendendo la Gaudium et spes. E rivolgendo un pensiero all’Ucraina, ha elevato al cielo l'implorazione perché “cessi ovunque il fragore delle bombe, tacciano le armi e si aprano spazi di dialogo nel quale si possa sentire la voce dei popoli”. Per questo, ha esortato, “chiediamo il coraggio della pace giusta e duratura, e cerchiamo di costruire un tavolo di dialogo che garantisca un'architettura di pace giusta per tutti”.

I partecipanti alla Messa
I partecipanti alla Messa

L’ambasciatore ucraino: pace giusta significa giustizia

L’ambasciatore di Ucraina presso la Santa Sede, Andrii Yurash, ha ricordato come quello odierno sia il terzo momento di preghiera per la pace in Ucraina, in questo quarto anniversario dall’inizio dell’invasione russa: "Un momento spirituale che ispira e rafforza la fiducia nel credere che l’idea della pace — una pace giusta e autentica — non sia qualcosa di irrealistico”. “La pace giusta significa giustizia”, e “la giustizia significa la volontà di Dio, perché Dio rappresenta sempre la più grande Giustizia”, ha detto. L'ambasciatore ha infine esteso il desiderio della pace dall’Ucraina a tutto il mondo, perché “in un periodo in cui nel mondo assistiamo a tante guerre e a evidenti violazioni del diritto internazionale, l’idea della pace diventa un’idea universale, di fondamentale importanza per l’intera umanità”. A conclusione, ha donato al cardinale Zuppi due dipinti fortemente evocativi, realizzati dall’artista ucraina, Svitlana Dudenko, intitolati rispettivamente Pellegrini di speranza, con la rappresentazione pittorica di Papa Francesco che apre la Porta Santa del Giubileo, e Preghiera per il mondo.

La processione per la pace e la visita alle reliquie di San Francesco

Subito dopo la Messa una processione si è mossa dalla Chiesa superiore verso la Chiesa inferiore, per un momento di preghiera davanti alla teca nella quale sono esposte le spoglie di San Francesco. Una lunga e silenziosa fila di persone, laici e religiosi insieme, con i rappresentanti della comunità ucraina mischiati ai tanti pellegrini. Chi con una candela, chi con un Rosario stretto fra le dita, chi con un santino, chi accompagnando un parente o un amico in carrozzina, chi infine semplicemente a mani giunte. Alcuni, con gli occhi velati dalle lacrime, si sono avvicinati alle reliquie per invocare una grazia per sé o qualche caro; altri, commossi, per esprimere la propria devozione a uno dei Santi più amati nel mondo; altri ancora spinti dal desiderio di essere parte di un’occasione storica unica. Tutti, di fronte alla croce di Cristo che sovrasta l’altare e le ossa del Poverello di Assisi, per implorare la pace in un mondo oggi più che mai martoriato dalla guerra e dalla sofferenza. Sulle pareti, da un lato gli affreschi con la vita di Francesco e di fronte, simbolicamente, quelli con le scene della Passione di Cristo, a voler ricordare a ciascuno che non sono le armi e la violenza a cambiare la storia e il cuore dell’uomo, ma la fede e la carità. Il prossimo incontro spirituale dedicato al quarto anniversario dell’inizio della guerra sarà la Via Crucis, domenica 15 marzo, a Roma, presso la Basilica di Santa Sofia, alle ore 15.

L'ambasciatore ucraino Yurash dona un quadro al cardinale Zuppi
L'ambasciatore ucraino Yurash dona un quadro al cardinale Zuppi

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11 marzo 2026, 18:45