Usa, i vescovi statunitensi sullo stato della libertà religiosa Usa, i vescovi statunitensi sullo stato della libertà religiosa

I vescovi statunitensi: luci e ombre per la libertà religiosa nel Paese

Nel rapporto annuale la Conferenza episcopale segnala alcune positive sentenze della Corte suprema, ma anche l'aggressiva applicazione delle leggi anti-immigrazione: "C'è chi rinuncia ad andare a messa per il timore di essere arrestato"

Giovanni Zavatta - Città del Vaticano

Luci e ombre, provvedimenti confortanti supportati da sentenze della Corte suprema, ma anche preoccupanti criticità come il continuo aumento della polarizzazione e della violenza politica: è un rapporto dove si alternano giudizi favorevoli ad altri decisamente negativi quello sullo stato della libertà religiosa negli Stati Uniti pubblicato il 17 febbraio  scorso dal relativo Comitato della Conferenza episcopale. Il documento riassume gli sviluppi (avvenuti nel 2025) sulle questioni nazionali e sulle politiche federali che incidono sulla libertà religiosa, incluso il ruolo della fede nella vita pubblica americana e le sfide e le opportunità del momento attuale. Sviluppi, si sottolinea, che si stanno verificando mentre gli Stati Uniti si apprestano a celebrare, il 4 luglio, il 250mo anniversario della Dichiarazione di indipendenza: il momento opportuno per riflettere su come quegli ideali e i valori cristiani abbiano plasmato la cultura americana. Al riguardo i vescovi hanno deciso di consacrare la nazione al Cuore di Gesù: l’atto vero e proprio avrà luogo al termine dell’assemblea plenaria dell’episcopato a giugno (probabilmente proprio il 12, solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù).

Aumentano violenza politica e polarizzazione

Il rapporto individua sei aree di fondamentale importanza: violenza politica e anti-religiosa; condizioni ingiuste nelle sovvenzioni federali e inaffidabilità del governo; accesso ai sacramenti per i detenuti dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement) e applicazione delle leggi sull’immigrazione nei luoghi di culto; libertà di scelta scolastica e credito d’imposta federale per le borse di studio; abrogazione delle disposizioni che impediscono alle organizzazioni religiose di partecipare ai programmi governativi; ulteriore contrasto all’ideologia di genere. È l’arcivescovo di Portland in Oregon, Alexander King Sample, presidente del Comitato per la libertà religiosa, a sintetizzare nella prefazione i principali punti. La cosa più preoccupante «è forse il continuo aumento della violenza politica. La polarizzazione lamentata a lungo dai vescovi sembra sfociare in gravi attacchi. E il sentimento e la retorica antisemiti nelle istituzioni tradizionali sembrano essere in aumento. Inoltre — osserva monsignor Sample — l’approccio aggressivo dell’amministrazione nell’applicazione delle leggi sull’immigrazione ha generato timori riguardanti l’andare in chiesa, riducendo la partecipazione alla messa e spingendo alcuni vescovi a dispensare i fedeli dal precetto domenicale». Si segnala fra l’altro la revoca, da parte del Dipartimento per la sicurezza nazionale, delle linee-guida che richiedevano che, in assenza di circostanze eccezionali, gli ufficiali dell’immigrazione necessitassero dell’approvazione della sede centrale della loro Agenzia prima di svolgere attività di controllo all’interno o in prossimità di aree protette, come ospedali, scuole e chiese. «Troppa parte della nostra vita nazionale è segnata da inimicizia e conflitti», commenta amaramente il presule, parlando di «attacchi e ritorsioni» che hanno preso di mira anche rappresentanti cattolici e di attentati e sparatorie che hanno turbato alcune cerimonie religiose.

Non mancano sviluppi favorevoli

La Conferenza episcopale non manca di evidenziare gli sviluppi positivi. Nel primo anno del suo secondo mandato, il presidente Donald Trump ha creato una Commissione per la libertà religiosa e successivamente ha emesso un ordine esecutivo che impone alle agenzie federali di abrogare le norme che impediscono alle organizzazioni religiose di partecipare pienamente a programmi al servizio del bene comune. Il Congresso ha inoltre approvato un disegno di legge che, «pur essendo carente sotto molti aspetti», include una disposizione che potrebbe aprire le porte a una grande espansione della libertà di scelta scolastica. Il rapporto ricorda infine alcune sentenze della Corte suprema che hanno ricevuto l’approvazione della Chiesa cattolica, come quella che riconosce il diritto dei genitori di esonerare i figli da programmi scolastici pubblici su identità di genere e sessualità quando contrastano con le convinzioni religiose familiari, o quella che ha rifiutato di stabilire che le persone transgender sono una categoria «ugualmente protetta».

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19 febbraio 2026, 11:26