Minneapolis, il vescovo Coakley: violenza inaudita, fallimento per tutti
Cecilia Seppia – Città del Vaticano
“Molte persone oggi si sentono impotenti di fronte alla violenza, all’ingiustizia e ai disordini sociali. A coloro che si sentono così, desidero dire chiaramente: la vostra fedeltà è importante. Le vostre preghiere sono importanti. I vostri atti d’amore e le vostre opere di giustizia sono importanti”. Così l’arcivescovo Paul Stagg Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense, in una dichiarazione pubblicata sul sito ufficiale dell'organismo, ricordando gli ultimi “tragici esempi di violenza inaudita” a Minneapolis, che ha rimarcato, “rappresentano il fallimento della nostra società nel rispettare la dignità di ogni vita umana”. La morte di Renee Good, quella di Alex Pretti, l’uccisione in un campo di detenzione federale del Texas di un immigrato cubano, Geraldo Lunas Campos, arrestato dall’Ice a luglio del 2025 e strangolato da cinque agenti, le continue retate, hanno portato il presidente dei vescovi Usa a deplorare con forza l’ingiustizia e al tempo stesso ad esprimere gratitudine per gli innumerevoli modi in cui i cattolici e tutte le persone di buona volontà continuano a servire gli altri e a lavorare per la pace e la giustizia. “Piangiamo questa perdita di vite umane e deploriamo l’indifferenza e l’ingiustizia che essa rappresenta".
Un'ora santa per la pace
"L’attuale clima di paura e polarizzazione, che prospera quando la dignità umana viene disprezzata, non soddisfa lo standard stabilito da Cristo nel Vangelo”, ha aggiunto il presidente della Conferenza episcopale chiedendo ai cattolici, ai vescovi e ai sacerdoti di tutti gli Stati Uniti di implorare da Dio “la guarigione per tutto il popolo americano”, offrendo “un’ora santa”, di preghiera o gesti di carità, per la pace: “Preghiamo per la riconciliazione dove c'è divisione, per la giustizia dove ci sono violazioni dei diritti fondamentali e per la consolazione di tutti coloro che si sentono sopraffatti dalla paura o dalla perdita. Incoraggio i cattolici di tutto il mondo a partecipare, sia nelle parrocchie, nelle cappelle, sia davanti al Signore presente nella quiete dei loro cuori, per la guarigione della nostra nazione e delle nostre comunità”.
16 arresti nelle ultime ore
Restano elevate le tensioni a Minneapolis, dove nelle ultime ore sedici persone sono state arrestate con l’accusa di avere aggredito agenti federali. Lo ha comunicato la procuratrice generale degli Stati Uniti, Pam Bondi, che si trova nella città del Minnesota, precisando in un messaggio su X che sono previsti ulteriori fermi. “L’ho detto prima e lo dirò ancora: niente fermerà il presidente Trump e questo dipartimento di Giustizia dal fare rispettare la legge”, ha scritto Bondi.
Un nuovo video su Pretti
E mentre ieri il Capo della Casa Bianca aveva annunciato la sospensione degli agenti federali coinvolti nella sparatoria di Pretti e chiesto sulla vicenda “un’indagine onesta”, un nuovo video - diffuso dal sito «The News Movement» - mostra un uomo, riconosciuto come Alex Pretti, il 13 gennaio scorso a Minneapolis, a meno di tre chilometri di distanza dal luogo dell'uccisione. Il riconoscimento facciale lo identifica con il 97% di sicurezza. Pretti stando alle immagini si scontra con altri agenti Ice. Dà un calcio al fanalino di coda di un’auto, poi viene buttato a terra dagli uomini dell’ Immigration and Customs Enforcement. Nelle immagini si vede che Pretti aveva un pistola nei pantaloni. L’arma non viene però né vista né sequestrata dagli agenti. E Alex Pretti lasciato libero dopo la lite. Più voci dalla destra, anche vicine a Trump sfruttano questo video per sottolineare come Pretti (che aveva un regolare porto d'armi) non fosse così pacifico. Ma per il sindaco Frey, questo fatto non giustifica la sua uccisione, anzi è soltanto l'ennesima strumentalizzazione e scusa di quella che è invece una violenza cieca e intollerabile, a cui va messa fine.
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