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Civili in fuga dai quartieri a maggioranza curda di Aleppo Civili in fuga dai quartieri a maggioranza curda di Aleppo  (ANSA)

Siria, Jallouf: ad Aleppo basta guerra e sfollamenti

La testimonianza del vicario apostolico della città siriana, dove da martedì nelle aree a maggioranza curda infuriano gli scontri tra l'esercito di Damasco e le Forze democratiche siriane:"Basta guerra, basta paura e basta sfollamenti"

Christine Seuss e Valerio Palombaro - Città del Vaticano

La Siria, dopo 14 anni di guerra civile, ha bisogno di stabilità ma ad Aleppo “le cose non vanno bene”. Lo afferma monsignor Hanna Jallouf, vicario apostolico di Aleppo, raggiunto al telefono dai media vaticani. Parla dalla città del nord della Siria, dove da martedì sono ripresi intensi combattimenti tra le forze governative di Damasco e le milizie a maggioranza curda riunite nelle Forze democratiche siriane (Fds).

Ascolta la testimonianza di monsignor Hanna Jallouf

Al fianco del popolo

“Un pastore deve stare con il suo gregge nelle difficoltà”, assicura il presule secondo cui la situazione purtroppo ad Aleppo sembra andare “di male in peggio”. Il bilancio provvisorio degli scontri parla di almeno cinque morti e decine di feriti, tra cui civili, mentre l’Onu stima che oltre 30.000 persone abbiano già lasciato la città nel tentativo di mettersi in salvo. Jallouf racconta di un video drammatico che circola in rete “in cui si vedono cadaveri nelle strade ancora sotto le macchine”. L’esercito siriano ha annunciato il coprifuoco nei quartieri di Sheikh Maqsoud e Ashrafieh a partire dalle 15 ora locale. E ha ordinato ai residenti di diverse aree a maggioranza curda di lasciare le loro abitazioni in vista degli attacchi contro le Fds.  


L'assistenza agli sfollati

“Ieri hanno aperto due corridoi umanitari per far passare la gente fino alle tre e mezza di pomeriggio”, conferma Jallouf, spiegando che ad Aleppo “noi come cristiani abbiamo allestito tre luoghi per ricevere la gente, due nel vescovado latino (uno al Terra santa college; l’altro nella chiesa dell’Annunciazione) e anche i siro-ortodossi ne hanno aperto uno nel loro vescovado”. I musulmani hanno aperto quattro moschee. “Complessivamente quasi 3.500 persone sono state già accolte, mentre altri hanno trovato rifugio in alcune abitazioni private o in altri luoghi”. Oltre ad offrire un rifugio sicuro, secondo il vescovo, “abbiamo fornito loro coperte e beni di prima necessità”. “Speriamo che il Signore ci dia la forza, il coraggio e la pace”, conclude auspicando finalmente una completa stabilizzazione dopo 14 anni di guerra: “Abbiamo già sofferto molto. Basta sangue e basta paura. Già abbiamo 11 milioni di siriani all’estero; basta sfollamenti”.  

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08 gennaio 2026, 14:09