Nigeria, oltre 160 fedeli rapiti nell’attacco a due chiese nel nord
Guglielmo Gallone - Città del Vaticano
Oltre 160 fedeli cristiani sono stati rapiti nel corso di un attacco condotto domenica da bande armate contro due chiese in un villaggio isolato dello Stato di Kaduna, nel nord della Nigeria. Lo hanno riferito un esponente del clero cristiano locale e un rapporto sulla sicurezza delle Nazioni Unite consultato dall’AFP.
Il momento dell'attacco
Secondo le testimonianze raccolte, gli assalitori sono arrivati in gran numero, hanno circondato gli edifici di culto e bloccato le vie di accesso, costringendo i fedeli a uscire con la forza e a essere condotti nella boscaglia. L’azione si è svolta durante le celebrazioni religiose, senza che al momento siano giunte rivendicazioni ufficiali o richieste di riscatto. L’attacco è avvenuto nello Stato di Kaduna, una delle aree più instabili del centro-nord della Nigeria, da anni teatro di violenze armate, sequestri di massa e incursioni contro comunità civili e religiose.
La centralità della regione di Kaduna
La regione è considerata strategica perché si colloca lungo una fascia di transizione tra il nord a maggioranza musulmana e il sud a prevalenza cristiana. Essa è frequentemente colpita da gruppi criminali e milizie armate che operano approfittando della debole presenza dello Stato nelle zone rurali. Un ulteriore fatto di cronaca di queste ore testimonia la debolezza di quest'area. In mattinata è stata confermata la liberazione di padre Bobbo Paschal, parroco della chiesa di Santo Stefano nell’area di governo locale di Kagarko, rapito nella notte del 17 novembre scorso nella residenza parrocchiale. Il sacerdote è stato rilasciato il 17 gennaio, dopo due mesi di prigionia, come comunicato dall’arcidiocesi di Kaduna. Durante l’assalto, i banditi avevano ucciso il fratello del religioso.
In Nigeria nel 2025 sono 3.490 le vittime per motivi di fede
I rapimenti e gli attacchi contro comunità religiose e cristiane s'inseriscono così in un quadro più ampio di insicurezza che attraversa il Paese. Secondo l’ultimo rapporto di Open Doors, la Nigeria si conferma l’epicentro mondiale delle violenze contro i cristiani: nel 2025 sono state uccise 3.490 persone per motivi legati alla fede, pari a circa il 70 per cento del totale globale. Il Paese rientra tra quelli con un livello “estremo” di persecuzione, insieme ad altri Stati segnati da conflitti, instabilità politica e presenza di gruppi jihadisti. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i rapimenti di sacerdoti, fedeli e studenti, come l’assalto a una scuola cattolica nello Stato del Niger con oltre 300 tra alunni e docenti sequestrati, risalente allo scorso novembre, o gli attacchi contro chiese e comunità cristiane negli Stati di Kebbi, Kwara ed Ekiti. Una violenza che colpisce in modo particolare donne e minori, come evidenziato anche dal rapporto di Open Doors.
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