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Una sessione di lavori del Parlamento europeo a Strasburgo Una sessione di lavori del Parlamento europeo a Strasburgo  (ANSA)

Comece, garantire dignità ed equità nel mondo del lavoro

La Commissione delle conferenze episcopali dell'Unione europea, in vista del voto su una direttiva in materia di lavoro in programma a Strasburgo il 20 gennaio, invita gli eurodeputati a schierarsi per una transizione giusta che salvaguardi la dignità. «I lavoratori non paghino le conseguenze della trasformazione ecologica e industriale», dichiarano in una nota i vescovi europei

Giovanni Zavatta - Città del Vaticano

Dignità del lavoro, dialogo sociale e partecipazione, protezione delle comunità e della capacità produttiva, ricostruzione della fiducia attraverso equità e solidarietà: sono i valori nonché i passaggi necessari per raggiungere una transizione ecologica e digitale sostenibile nel mondo del lavoro garantendo la creazione di nuovi posti e rivitalizzando le economie locali, ovvero l’obiettivo contenuto nella direttiva che il Parlamento europeo si appresta a votare martedì 20 gennaio. A sostenerlo è il Segretariato della Commissione degli episcopati dell’Unione europea (Comece) che in un documento, intitolato "A Just Transition that protects Human Dignity, Work and Communities", afferma che «solo una transizione umana inclusiva e socialmente giusta» è in grado di «unire l’Europa e garantire un sostegno duraturo alla trasformazione ecologica necessaria per il bene comune».

Le sfide delle duplice transizione

L’iniziativa legislativa all’esame di Strasburgo invita la Commissione europea a proporre una nuova direttiva per proteggere i lavoratori nell’ambito delle transizioni verde e digitale. Lo scopo è di affrontare sfide e opportunità di un cambiamento giusto sul luogo di lavoro e di istituire nell’Ue un quadro di misure strategiche per le regioni interessate dalla duplice transizione. Al vaglio del Parlamento anche maggiori specifici finanziamenti dell’Unione europea nel periodo successivo al 2027.

I vescovi si fanno portavoce dei lavoratori delle regioni industriali europee, preoccupati per le conseguenze della trasformazione ecologica: li lascerà indietro? I loro figli saranno costretti ad abbandonare le regioni di origine in cerca di un lavoro dignitoso? «Affinché la transizione ecologica abbia successo — si legge nel testo della Comece — deve essere vissuta dai cittadini non come una minaccia ma come un impegno condiviso e pieno di speranza. Deve essere plasmata insieme a coloro che sono interessati dal cambiamento, non imposta». Dal punto di vista della dottrina sociale della Chiesa cattolica, responsabilità ecologica e giustizia sociale sono inseparabili. E quindi «la dignità umana, il valore del lavoro, la solidarietà tra generazioni e territori, la cura del bene comune devono rimanere al centro della risposta dell’Europa alla trasformazione ecologica e industriale».

Tutelare le famiglie

Il timore è che ristrutturazioni industriali o, peggio, chiusure improvvise, annunci dell’ultimo minuto e piani di licenziamento scriteriati possano danneggiare i lavoratori, le famiglie e intere comunità, soprattutto nelle regioni che già affrontano sfide strutturali. La richiesta delle Conferenze episcopali è di «pianificare il cambiamento prima che diventi una crisi» usando prudenza e responsabilità e soprattutto di coinvolgere significativamente i lavoratori nella definizione del loro futuro professionale, formazione e riqualificazione comprese: misure utili a non provocare paura, resistenza, disgregazione sociale e perdite economiche a lungo termine. Anche in questo caso serve il dialogo, tra autorità pubbliche, datori di lavoro, dipendenti e loro rappresentanti perché quando le comunità sono coinvolte nell’anticipazione e nella gestione del cambiamento «è più probabile che le riforme vengano comprese e sostenute».

La dignità dei lavoratori

Per i vescovi dunque il Vecchio continente deve perseguire i suoi obiettivi climatici garantendo al contempo la dignità dei lavoratori. Ed è una questione di responsabilità sociale «sostenere l’occupazione di qualità, mantenere le competenze in Europa, rafforzare le catene del valore e accompagnare le regioni e le comunità che affrontano trasformazioni strutturali». Un approccio — si osserva nel documento — che «riflette la visione di ecologia integrale articolata nella Laudato si’, la quale richiede transizioni che non lascino indietro nessuno».La trasformazione va percepita come equa e credibile. Solo così può rinascere la fiducia della gente nelle istituzioni e nelle politiche verdi. Azione per il clima, dignità umana, coesione sociale, resilienza a lungo termine e un’economia forte possono andare di pari passo: «Una transizione giusta non è solo una sfida tecnica o economica ma anche morale. Richiede solidarietà tra generazioni, territori e gruppi sociali e un’attenzione particolare a coloro che sono più esposti al cambiamento».

La Commissione degli episcopati dell’Unione europea conclude esortando i responsabili politici chiamati al voto a valutare se «proteggono realmente la dignità del lavoro, rafforzano il dialogo sociale, rispettano la sussidiarietà e sostengono coloro che sono maggiormente colpiti dalla trasformazione».

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17 gennaio 2026, 12:49