Koch e Bartolomeo: per l'ecumenismo serve impegno comune
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"Comunione e testimonianza comune sono non solo tra gli obiettivi da raggiungere alla fine del cammino, ma anche realtà che possono essere già vissute oggi": è quanto ha sottolineato il cardinale Kurt Koch, Prefetto del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani, in un messaggio inviato a monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto, in occasione della seconda tappa del convegno (conclusosi domenica 18 gennaio) promosso dalla Comunità di Gesù - Associazione internazionale di fedeli della Chiesa cattolica, dal titolo: Conversazioni tra cattolici e ortodossi nello Spirito Santo. "Sin dal titolo appare chiaro - sottolinea il cardinale - che non si tratta di un evento puramente accademico, ma di un'esperienza di incontro e di condivisione di esperienze di vita spirituale. Questa scelta è particolarmente opportuna - ha proseguito - in quanto il vero protagonista del cammino ecumenico è lo Spirito Santo e l'anima di tutto l'impegno per il ristabilimento della piena comunione tra i battezzati in Cristo è l'ecumenismo spirituale, che richiede innanzitutto preghiera e rinnovamento interiore".
Lavorare insieme
Per il porporato, sono "molti gli ambiti pastorali, culturali e caritativi nei quali i fedeli appartenenti a differenti Chiese possono lavorare insieme offrendo una testimonianza della loro fede in Gesù Cristo". Dello stesso avviso il Patriarca ecumenico Bartolomeo, il quale ha evidenziato, nel suo messaggio per l'occasione, che "la collaborazione e la comunione tra le Chiese e l’impegno personale di ogni credente non può ridursi a un atteggiamento prettamente filantropico o a una cooperazione etico-sociale. Esse necessitano piuttosto di vero discernimento, di dialogo teologico e di un movimento di preghiera, di contemplazione, di liturgia di trasfigurazione".
L'uomo e il cosmo
Secondo Bartolomeo, "Comunione e testimonianza alla luce dello Spirito Santo significano vivificare ogni azione, dalla scienza alla politica, per identificare lo stretto legame esistente tra antropologia e cosmologia, tra l'uomo e il cosmo. Possiamo quindi vivere la comunione - ha continuato - e la relazione trinitaria e pertanto rendere una testimonianza comune solamente se riusciremo a realizzare in noi un uomo nuovo, sale della terra, per opera dello Spirito Santo, in Cristo, trasfigurando come cieli nuovi e terra nuova in una prospettiva escatologica, come icone che rivelano la Santissima Trinità in eterna comunione d'amore".
La Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani
Esperienze di questo tipo e incontri programmatici si moltiplicano in quella che è la Settima di preghiera per l'Unità dei cristiani, quest'anno sul tema “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati”. La Settimana si è aperta domenica 18 gennaio e domenica prossima, 25 gennaio, solennità della conversione di san Paolo, Papa Leone XIV la concluderà celebrando i Vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma alle 17.30.
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