Suor Brambilla ai religiosi filippini: siate profeti di pace disarmati e disarmanti
Di padre Kasmir Nema e suor Helen Ann Palace - Zamboanga City, Filippine
Le donne e gli uomini consacrati sono chiamati a diventare profeti di pace "disarmati e disarmanti", capaci di riconoscere Dio nelle realtà fragili e ferite del mondo di oggi. È questo l'invito che suor Simona Brambilla, prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, ha rivolto in un videomessaggio preregistrato che ha aperto il secondo convegno della Conferenza dei Superiori Maggiori delle Filippine (Cmsp). L’incontro di cinque giorni, in programma a Zamboanga City dal 1 al 5 settembre, riunisce 233 partecipanti registrati, tra cui superiori maggiori, donne e uomini consacrati, partner di missione e collaboratori. Il tema del Convegno è: "Persone consacrate: testimoni profetici di pace in un mondo ferito".
Simeone e Anna: profeti di comunione
Suor Brambilla ha invitato i partecipanti a riflettere sull’esempio di Simeone e Anna, le due figure evangeliche che riconobbero Gesù quando fu presentato al tempio. Non erano potenti né figure di spicco, ha osservato, ma "profeti umili, silenziosi, miti, disarmati e disarmanti". La loro apertura consentì loro di riconoscere la salvezza in un bambino vulnerabile, anziché nello spettacolo del potere. Riflettendo sulla figura di Simeone, il prefetto lo ha descritto come un uomo che sapeva attendere, invitando le persone consacrate a diventare "sentinelle in un Avvento perpetuo", attente al Signore che continua a mostrarsi ogni giorno, spesso attraverso "segni piccoli e fragili". La vita di preghiera e digiuno di Anna indica invece un cammino di libertà da tutto ciò che non conduce a Dio.
Digiunare da ciò che non è pace
Suor Brambilla ha collegato la testimonianza di Simeone e Anna a un mondo segnato da conflitti visibili e nascosti: non soltanto dalle guerre tra le nazioni, ma anche dalle divisioni all’interno delle comunità, delle famiglie e dei cuori umani. Le persone consacrate, ha detto, sono chiamate a entrare in queste ferite con il "balsamo della pace". Facendo eco all’appello di Papa Leone XIV per una pace "disarmata e disarmante", ha invitato i religiosi a "digiunare da tutto ciò che non è pace, che non è amore, che non viene da Dio". Per i religiosi riuniti a Zamboanga, dunque, l’invito non è semplicemente quello di parlare della riconciliazione, ma di diventarne testimoni: umili e attenti, radicati in Dio, vicini ai più vulnerabili e pronti a riconoscere Cristo nei segni fragili del momento presente.
Comunione e discernimento
Nel corso del suo intervento il presidente della Cmsp, padre Gregorio Redoblado, ha descritto l’incontro come un momento di ascolto e discernimento, che si svolge a un anno dall’istituzione canonica della Conferenza. Essa, ha sottolineato, deve rimanere fedele alla propria storia, pur restando aperta alla novità che Dio sta facendo germogliare. "La nostra più grande forza è precisamente la nostra comunione", ha detto il religioso, sottolineando che la Conferenza non è semplicemente opera del suo Consiglio o del suo Segretariato, ma una comunione che richiede la partecipazione attiva di tutti i suoi membri. La vita religiosa, ha aggiunto, non può rimanere distante dalle lotte, dalle ferite e dalle speranze del popolo filippino. "La nostra contemplazione deve condurci alla solidarietà", ha detto.
Formazione e missione
Il Presidente della Cmsp ha inoltre evidenziato come la formazione sia un cammino che dura tutta la vita, accompagnando le persone consacrate da una fase iniziale attraverso i diversi processi della loro vocazione, compresa la cura dei religiosi anziani e infermi. Ha ricordato le iniziative realizzate durante il primo anno di vita della Conferenza, tra cui programmi di iniziazione, strutture di tutela e risposte rafforzate alle necessità dei membri vulnerabili delle congregazioni religiose. Anche la comunicazione, ha detto padre Redoblado, è diventata una parte sempre più importante della missione della Conferenza. Poiché il mondo digitale sta diventando un luogo di incontro, la comunicazione deve essere "più intenzionale, più formativa e più evangelica".
Un cammino attraverso un mondo ferito
Il programma del convegno propone riflessioni sulla situazione politica ed ecclesiale nelle Filippine, sulla cura del creato e sui diritti della natura, sul carisma religioso e sul governo alla luce dell'enciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV, sulle relazioni reciproche nella missione, sulla situazione delle persone consacrate anziane e sulla sfida permanente di creare comunità sicure e fondate sulla dignità. I partecipanti prenderanno inoltre parte a conversazioni sulla fede e a incontri con realtà impegnate nel dialogo interreligioso, nella costruzione della pace, nell’accompagnamento dei popoli indigeni, nella cura del creato e nell’impegno sociale.
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