La Santa Sede: commerci equi e trasferimento di tecnologie per eradicare la povertà (Reuters) La Santa Sede: commerci equi e trasferimento di tecnologie per eradicare la povertà (Reuters)

La Santa Sede: commerci equi e trasferimento di tecnologie per sradicare la povertà

Intervenendo al dibattito del Forum Politico di Alto Livello (HLPF) sul tema dello sviluppo sostenibile, la missione permanente vaticana presso l’ONU riafferma la necessità di rinnovare il sostegno ai Paesi africani, meno sviluppati e in via di sviluppo senza sbocco sul mare. Un progresso possibile solo attraverso la presa in carico delle specifiche vulnerabilità dei singoli Stati, quali cambiamenti climatici e infrastrutture

Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano

Migliorare l’accesso ai finanziamenti agevolati, promuovere sistemi commerciali più equi, facilitare il trasferimento di tecnologie e l’avanzamento di iniziative significative per quanto riguarda l’alleggerimento del debito. Sono queste le soluzioni proposte dalla Missione permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite per fare fronte alla “più grande sfida globale”, quella della povertà. La dichiarazione è stata pronunciata ieri, 8 luglio, in occasione del dibattito del Forum Politico di Alto Livello (HLPF) del 2026 focalizzatosi sull'accelerare il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) nei Paesi africani, nei Paesi meno avanzati (LDC), nei Paesi in via di sviluppo senza sbocco sul mare (LLDC) e nei Paesi a reddito medio (MIC).

Le dimensioni della povertà

Notando l’avvicinarsi della scadenza dell’Agenda 2030, che definisce per l’appunto i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile da raggiungere entro quell’anno, la Santa Sede ha ribadito l’importanza di un’azione globale che affronti “le sfide che ostacolano il progresso dello sviluppo". Nell’affrontare la gravissima piaga della povertà estrema, non si può ignorare come la sua persistenza, nelle sue molteplici dimensioni, continui a privare milioni di persone, soprattutto donne e bambini, di servizi essenziali: accesso a un'alimentazione adeguata, all'acqua potabile, all'assistenza sanitaria, all'istruzione e a un lavoro dignitoso. In sintesi, “la povertà costituisce una grave offesa alla dignità intrinseca della persona umana, donata da Dio”.


Le parole del Papa

L’intervento ha poi richiamato le parole di Papa Leone XIV contenute nell’esortazione apostolica Dilexi te, dedicata proprio all’amore verso i poveri, che ammonisce dall’”abbassare la guardia” di fronte alle persone bisognose, considerando l’eliminazione di tale piaga una priorità e requisito indispensabile per lo sviluppo sostenibile.

Interventi specifici e a lungo termine

In tale contesto, la Santa Sede ha ribadito l’impegno a rinnovare e rafforzare il sostegno ai Paesi che più subiscono la povertà, attraverso misure che vadano oltre il breve periodo e affrontando gli ostacoli strutturali che impediscono un progredire pienamente sostenibile. Per raggiungere questo obiettivo, è stata evidenziata la necessità di prestare attenzione alle specifiche vulnerabilità di ogni Stato: dai vincoli geografici ai cambiamenti climatici, passando per le limitate infrastrutture. Fattori che aggravano ulteriormente le disuguaglianze già presenti.

Il valore della famiglia

La dichiarazione si è conclusa con un’ulteriore sottolineatura riguardo il ruolo fondamentale della famiglia quale “cellula fondamentale della società, bene sociale primario e fonte essenziale di resilienza”. Le politiche a suo sostegno “contribuiscono direttamente all’eliminazione della povertà”, ma anche alla “stabilità sociale e allo sviluppo umano integrale”. Investire in questo ambito, a livello nazionale e internazionale, “è essenziale per garantire la piena fioritura di ogni persona, sradicare la povertà e conseguire uno sviluppo umano integrale”.

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09 luglio 2026, 11:00