Tavolo di lavoro sulla Carità: una rete per sostenere i poveri di Roma
Benedetta Capelli – Città del Vaticano
Camminare insieme, in ascolto delle proprie esperienze per metterle a frutto, accompagnare le persone che chiedono aiuto in un progetto concreto e non solo nella risposta immediata ad una necessità. È questo il senso del primo incontro del Tavolo di lavoro sulla Carità, organizzato dal Dicastero per il Servizio della Carità in stretta collaborazione con la Diocesi di Roma, avvenuto ieri 7 luglio, a Palazzo San Calisto presso il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.
Il cardinale prefetto Michael Czerny, ha portato i saluti del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale sottolineando lo stretto legame tra “il servizio della carità e la promozione dello sviluppo umano integrale” nel custodire la dignità di ogni persona e “nell’impegno perché nessuno sia abbandonato”. Alla riunione hanno preso parte numerose realtà caritative che operano sul territorio: la Caritas di Roma, Migrantes, l’ufficio della diocesi di Roma per la cooperazione missionaria tra le Chiese, il Centro Astalli, l’Ordine di Malta, la Comunità di Sant’Egidio, i Comboniani, i Vincenziani, gli Scalabriniani, le Aggregazioni Laicali della diocesi, le Acli, le Missionarie della Carità di Madre Teresa di Calcutta e i Fratelli Contemplativi.
Fare insieme
“Un segno concreto di quella sinodalità – ha spiegato nel suo intervento l’Arcivescovo Luis Marín de San Martín, prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità - che per cinque anni ho predicato in qualità di Sottosegretario della Segreteria Generale del Sinodo, e che oggi siamo chiamati non solo a professare, ma a vivere e a rendere visibile”. Un cammino condiviso e fraterno per offrire una risposta globale alle sfide della povertà, ai “cambiamenti sociali rapidi e spesso disorientanti”, alle difficoltà di chi assiste le persone affette da malattie psichiatriche. “Tutto questo – ha affermato l’elemosiniere - ci chiede di andare nella direzione del fare insieme come unico corpo ecclesiale”.
Corresponsabilità
Tre le indicazioni offerte: “promuovere la corresponsabilità” perché ogni realtà ha un proprio ambito caratterizzante e pertanto è necessario lavorare non in sovrapposizione ma insieme. “In quest’ottica – ha evidenziato monsignor Luis Marín de San Martín - nasce la volontà di un confronto diretto su ciò che ognuno può fare nel miglior modo possibile per aiutare i nostri fratelli e le nostre sorelle nel bisogno”.
Sinergia
Altro suggerimento è quello di promuovere sinergie. Da una Chiesa che si muove per prima, come accade sempre essendo un “pronto soccorso della carità” secondo la definizione dell’Elemosineria Apostolica da parte del cardinale Konrad Krajewski, ad una Chiesa che cammina insieme, mettendo in comune informazioni, esperienze e competenze per leggere meglio i bisogni e costruire percorsi più efficaci. Tutto questo nel rispetto delle identità e dei carismi perché “la diversità, quando è vissuta nella comunione diventa ricchezza spirituale”.
Accompagnare
Infine l’ultima indicazione riguarda l’inclusione delle diverse anime della carità, il tavolo in tal senso è una piattaforma per operare a servizio dei poveri “indipendentemente dal profilo pastorale o giuridico”. Il Dicastero per il Servizio della Carità – ha ribadito il prefetto – non intende sostituirsi alle singole realtà, ma promuovere il confronto, facilitare il dialogo e accompagnare mettendosi “a servizio di ciò che lo Spirito vorrà suscitare attraverso il contributo di tutti”.
Un progetto unitario e continuativo
Mettere insieme queste linee guida significa creare “una rete territoriale capace di accompagnare le persone attraverso un progetto”, che non è solo una risposta immediata ma significa “costruire insieme alla persona un cammino” fatto di “accoglienza e ascolto, sostegno materiale, cure sanitarie, percorsi educativi e di reinserimento lavorativo, accompagnamento spirituale”. Una strada da tenere viva con tre incontri l’anno, ha concluso monsignor Luis Marín de San Martín, nella quale far crescere la fiducia, “la pazienza di capirsi, la volontà di non restare chiusi nel proprio”, mettendosi sempre sotto la guida dello Spirito Santo.
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