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Il cardinale López Romero, arcivescovo di Rabat Il cardinale López Romero, arcivescovo di Rabat

López Romero accusato di presunti abusi, annuncia dimissioni temporanee

Il cardinale arcivescovo di Rabat in un comunicato fa sapere di essere accusato di “comportamenti inappropriati nei confronti di donne adulte” e che è in corso una “indagine preliminare” da parte della Chiesa di Roma. Per non ostacolarla, il porporato annuncia il proprio ritiro da celebrazioni pubbliche e attività pastorali e chiede preghiere per la Diocesi, per chi soffre e per sé stesso

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

L’arcivescovo di Rabat, il cardinale Cristóbal López Romero, salesiano, 74 anni, ha annunciato oggi, martedì 7 luglio, il suo ritiro temporaneo dalla guida della diocesi, a seguito di un’indagine - attualmente in corso – scaturita dalle accuse di violenze sessuali mosse contro lo stesso porporato da alcune donne adulte. È lo stesso López Romero a dare la notizia – diffusa nelle scorse ore dall’agenzia AFP che parla di cinque donne - tramite un comunicato a sua firma in cui si legge: “Al termine di un anno pastorale fruttuoso, la nostra Chiesa di Rabat si trova ad affrontare un evento difficile. Sono accusato di comportamento inappropriato nei confronti di donne adulte. Questa situazione ha indotto la Chiesa ad avviare un’indagine preliminare”.

L’indagine è “nelle mani della Chiesa Cattolica Romana”, spiega il porporato spagnolo, originario di Almeria, assicurando la sua collaborazione. E proprio per non ostacolare tale inchiesta, il cardinale spiega: “Mi asterrò dal presiedere celebrazioni pubbliche e dal partecipare ad attività pastorali”.

Fonte di turbamento

López Romero, che ha ricevuto la porpora nel Concistoro dell'ottobre 2019, si rivolge direttamente ai fedeli: “Confido nella vostra comprensione”, scrive. E aggiunge: “Questo evento è fonte di turbamento per tutti noi”. Come arcivescovo, si dice “pienamente consapevole delle difficoltà che sta causando e dei legittimi interrogativi che può sollevare in tutti”. Da qui la decisione che “i membri della comunità diocesana ne siano informati immediatamente”.

In attesa del giudizio della Chiesa, il porporato esorta a pregare tutti insieme “per coloro che soffrono in questa situazione”, per la Chiesa in Marocco e gli uni per gli altri. “Preghiamo per me”, aggiunge.

Restare uniti

Nel comunicato, si invitano i fedeli di Rabat che vogliano esprimere il proprio parere o discutere il contenuto del comunicato a contattare i sacerdoti della propria parrocchia. Possibile anche contattare il servizio di ascolto del Servizio diocesano per la prevenzione degli abusi. “La nostra Chiesa diocesana è viva”, assicura López Romero. “Continuiamo, con fiducia, a nutrirla con il sapore del Vangelo. Rimaniamo uniti e lasciamo che la vita con Cristo ci conquisti e ci spinga in avanti, cosa di fondamentale importanza”.

In una dichiarazione rilasciata ad AFP, il cardinale ha ribadito la piena collaborazione con l’indagine e assicura di non aver commesso “né aggressione, né violenza, né molestie sessuali”.

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07 luglio 2026, 22:00