Francesco Ghirelli consegna a Leone XIV una maglietta Francesco Ghirelli consegna a Leone XIV una maglietta  (@Vatican Media)

Sport, bambini in campo a San Pietro per la pace in Palestina e a Gaza

L’iniziativa promossa dal Movimento per l’etica, la cultura e lo sport, con l'Università Luiss e la Lega nazionale calcio dilettanti. Il progetto si inserisce nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile

di Francesco Ghirelli*

«Giocare a pallone, studiare all’università. Oggi un seme per il futuro in Palestina e a Gaza» è il titolo del progetto di solidarietà per una terra martoriata consegnato nelle mani di Papa Leone XIV durante l’udienza generale di mercoledì 20 maggio.

A promuovere l’iniziativa è il Movimento per l’etica, la cultura e lo sport, con l'Università Luiss e la Lega nazionale calcio dilettanti. Un altro partner è l’Associazione per la cultura, lo sport e il tempo libero (Acsi).

Gli organizzatori dell'evento consegnano al Papa un pallone da basket
Gli organizzatori dell'evento consegnano al Papa un pallone da basket   (@Vatican Media)

In particolare, quasi ad accompagnare e sostenere l’essenza del progetto, in piazza San Pietro erano stati allestiti tre campetti dove cinquanta bambini  — alunni  della quinta elementare dell’Istituto Santa Maria di Roma — hanno giocato assieme a calcio, basket e pallavolo. Proprio come segno di speranza perché in Palestina e a Gaza, si possa riprendere il cammino di convivenza. Anche attraverso la semplice esperienza sportiva.

Mentre morte e distruzione incombono terribilmente, il progetto intende piantare un seme per far germogliare dialogo, rafforzando la convinzione che sia possibile la convivenza di pace. Il progetto richiederà tempo, saggezza, perseveranza e determinazione. In realtà, il cammino è iniziato tre anni fa con la convinzione che, anche, nei contesti più fragili, più precari, sia possibile avviare percorsi di pace attraverso lo sport, il gioco e anche l’istruzione e il lavoro dignitoso.

Il progetto si inserisce nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, assumendo come riferimento centrale l’Obiettivo 8 (SDG8): promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, la piena e produttiva occupazione e un lavoro per tutti.

In territori segnati da disoccupazione, precarietà e mancanza di prospettive, investire sui giovani significa costruire pace. Il vuoto e il buio ci chiamano a scendere in campo. Oggi e non domani c’è bisogno di agire.

I ragazzi e le ragazze palestinesi sono il riferimento centrale. In sostanza, attraverso lo sport e la formazione universitaria, il progetto mira a trasformare il talento giovanile in capitale umano qualificato, riducendo marginalizzazioni, disoccupazione e dipendenza dall’assistenza umanitaria. E favorendo percorsi di autonomia economica e sociale.

La mission è promuovere tutto ciò attraverso lo sport e l’educazione. Offrendo ai giovani concrete opportunità di formazione, occupazione e dialogo interculturale con il supporto di una rete di istituzioni, università e organizzazioni sportive.

Concretamente, la Lega nazionale calcio dilettanti entra in campo con un accordo, in via di stipulazione, con la Bethlehem football academy, assistita dalla Federazione calcio palestinese. 

Così, in Palestina, convergeranno allenatori, preparatori atletici e dirigenti per organizzare stage e corsi di formazione. L’idea è anche di provare a formare arbitri e assistenti arbitrali.

Con tutto ciò si creano opportunità di lavoro. E i migliori talenti palestinesi avranno, inoltre, la possibilità di partecipare a momenti di formazione in Italia, ospitati da club di calcio che militano nei campionati della Lega nazionale dilettanti. Con questa prospettiva, in autunno sarà organizzato a Betlemme e Gerusalemme un torneo di calcio tra giovani italiani e palestinesi.

Il sogno? Organizzare un evento simbolico nella “terra di nessuno”, nella zona del checkpoint, tra Betlemme e Gerusalemme, coinvolgendo na squadra palestinese, una israeliana e una italiana.  Quando? Abbiamo pazienza, il più presto possibile, quando  ci saranno le condizioni.

L’Università Luiss”, con la collaborazione dell’associazione sportiva Luiss, mette a disposizione, per ogni anno accademico, due borse di studio per frequentare in Italia un corso di laurea triennale. Proprio perché si  riconosce nello studio e nella formazione un catalizzatore fondamentale per la crescita e l’unità dei popoli. Il progetto è aperto alla partecipazione di altre Università italiane, in tal senso sono in corso avanzate trattative.

*Presidente del Movimento per l’etica, la cultura, lo sport 

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01 giugno 2026, 14:59