Il murales dedicato a Luana D'Orazio, realizzato dallo street artist napoletano Jorit sulle pareti del centro sociale Ex Snia Viscosa nel quartiere Pigneto a Roma Il murales dedicato a Luana D'Orazio, realizzato dallo street artist napoletano Jorit sulle pareti del centro sociale Ex Snia Viscosa nel quartiere Pigneto a Roma

"Elle come Luana": il poemetto sulla vittima del lavoro diventa podcast

Radio Vaticana – Vatican News propone in podcast “Elle come Luana”, poemetto in versi e prosa scritto e interpretato da Ugo De Vita, con la collaborazione al testo di Emma Marrazzo, nel giorno del compleanno della giovane operaia Luana D'Orazio morta nel 2021. Un’opera di teatro civile che intreccia poesia e memoria, raccontando una vicenda simbolo delle morti sul lavoro e proponendo l’ascolto come spazio di responsabilità condivisa

Fabio Colagrande – Città del Vaticano

La voce di una giovane vita spezzata torna a interrogare il presente attraverso la forza della parola. Radio Vaticana – Vatican News pubblica la versione podcast di “Elle come Luana”, il poemetto civile di Ugo De Vita, con la collaborazione al testo di Emma Marrazzo, dedicato a Luana D’Orazio, morta sul lavoro il 3 maggio 2021 in un’azienda tessile di Montemurlo, in provincia di Prato. Una vicenda che scosse profondamente l’opinione pubblica italiana, riportando al centro dell'attenzione il tema della sicurezza e della dignità del lavoro.

Luana aveva 22 anni ed era madre di un bambino di pochi anni. Perse la vita mentre svolgeva il proprio lavoro, in circostanze che hanno sollevato interrogativi drammatici sulle condizioni e sulle tutele dei lavoratori. Il suo nome è divenuto simbolo di una ferita ancora aperta, che interpella la coscienza civile e chiama in causa responsabilità collettive.

Il lavoro che uccide

A distanza di anni, il fenomeno delle morti sul lavoro resta una tragica emergenza. In Italia si registrano ogni anno centinaia di vittime: le denunce di infortuni mortali presentate all'INAIL superano ogni anno il migliaio di casi, comprendendo anche gli incidenti in itinere. A livello globale, le stime internazionali indicano milioni di decessi dovuti sia agli infortuni sia alle malattie professionali, secondo i rapporti degli organismi specializzati. Numeri che raccontano una realtà in cui il lavoro, anziché essere strumento di dignità e realizzazione, può trasformarsi in luogo di rischio e perdita.

Il poemetto di Ugo De Vita

In questo contesto si inserisce “Elle come Luana”, poemetto in versi e prosa scritto e interpretato da Ugo De Vita - scrittore, attore e regista teatrale romano, formatosi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” - con la collaborazione al testo di Emma Marrazzo, madre di Luana. De Vita è autore di numerosi spettacoli e progetti di teatro civile; ha lavorato con figure di primo piano del teatro e del cinema italiano e ha affiancato all’attività artistica la critica teatrale e la collaborazione con testate nazionali. Negli ultimi anni ha intensificato anche l’impegno in percorsi didattici e laboratoriali, pure in contesti di fragilità sociale.

Ugo De Vita con Emma Marrazzo
Ugo De Vita con Emma Marrazzo

Il poemetto nasce come testo destinato alla voce, costruito su una partitura ritmica essenziale, fatta di pause, riprese e variazioni che richiamano la dimensione performativa. La “L” del titolo diventa iniziale simbolica: non soltanto il nome di Luana, ma anche lavoro, lutto, luce, lotta. De Vita sviluppa un linguaggio che alterna registri lirici e narrativi, evitando la retorica e puntando su una parola scarna, incisiva, capace di evocare più che descrivere.

Il testo si configura così come un monologo corale, in cui la vicenda individuale si apre a una dimensione universale. Elemento centrale è la restituzione della voce: quella di Luana, ma anche quella di una comunità ferita. Il poemetto si muove tra denuncia e meditazione, facendo emergere il valore etico della parola poetica come strumento di consapevolezza.

L’udienza al Quirinale

Nel 2026 le interpretazioni pubbliche di “Elle come Luana” hanno conosciuto una particolare concentrazione e visibilità istituzionale: dall’anteprima alla Sala stampa della Camera dei Deputati, a Roma, con la partecipazione di Emma Marrazzo, madre di Luana, alle iniziative promosse in Toscana. Il poemetto è stato proposto in recital nella Sala del Gonfalone di Palazzo Pegaso, sede del Consiglio regionale, e in un evento no profit al Palazzo degli Affari di Firenze, sostenuto dall’Osservatorio per i diritti civili del teatro e delle arti, con forte taglio di teatro civile. Il percorso è proseguito in vari comuni toscani – tra cui Montemurlo, Scandicci, Agliana – in collaborazione con le amministrazioni locali, come itinerario di sensibilizzazione sulle morti sul lavoro. A metà maggio 2026 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale Emma Marrazzo e Ugo De Vita, in un’udienza che ha voluto onorare la memoria di Luana e richiamare l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, riconoscendo nella testimonianza della madre e nell’opera poetica dell’autore strumenti di impegno civile e di elaborazione del lutto. Ulteriori tappe istituzionali sono previste tra Camera, Senato e altri enti, a conferma del poemetto come uno dei principali eventi di teatro civile dedicati al caso D’Orazio.

Ugo De Vita ed Emma Marrazzo a colloquio con il presidente Mattarella al Quirinale
Ugo De Vita ed Emma Marrazzo a colloquio con il presidente Mattarella al Quirinale

La voce del podcast

La versione podcast proposta da Radio Vaticana – Vatican News valorizza proprio questa natura orale dell’opera. La parola si fa suono, ritmo, respiro, rendendo ancora più intensa la forza evocativa del poemetto. L’ascolto diventa così esperienza, occasione di meditazione e di coinvolgimento personale.

La scelta di pubblicare il podcast nel giorno del compleanno di Luana conferisce all’iniziativa un significato ulteriore: non solo commemorazione, ma anche restituzione simbolica di vita attraverso la memoria. È un modo per affermare che ogni esistenza continua a interrogare il presente.

Ugo De Vita in una delle letture pubbliche di "Elle come Luana"
Ugo De Vita in una delle letture pubbliche di "Elle come Luana"

Arte e responsabilità

Già Leone XIII, nella Rerum novarum, richiamava con forza il dovere di proteggere i lavoratori da condizioni ingiuste e disumane, denunciando come “indegno” l’uso dell’operaio “come cosa a scopo di guadagno”. A novembre 2025, commentando la morte dell’operaio romeno Octavian Stroici, rimasto sepolto per ore sotto le macerie della Torre dei Conti a Roma, Papa Leone XIV ha ricordato che “il lavoro è un diritto dell’essere umano", ma non basta commentare i problemi: "bisogna unire le forze per trovare soluzioni”. In un tempo in cui le morti sul lavoro restano una ferita aperta, “Elle come Luana” si offre come uno spazio di ascolto e riflessione, capace di unire dimensione artistica e impegno civile. La voce del teatro incontra così il servizio dell’informazione, contribuendo a tenere viva una storia che non può essere archiviata come semplice cronaca, ma che domanda attenzione, responsabilità e cambiamento.

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30 giugno 2026, 13:39