Cerca

Piazza San Pietro, la Basilica e il palazzo apostolico Piazza San Pietro, la Basilica e il palazzo apostolico 

Tutela Minori: nuovi Statuti, rafforzati mandato e efficacia operativa

Approvati da Papa Leone XIV gli Statuti aggiornati della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, adeguati alla Costituzione Praedicate Evangelium. Prevedono approcci ispirati all'ascolto delle vittime e dei sopravvissuti, il chiarimento del rapporto della Commissione con gli altri Dicasteri e il rafforzamento del suo ruolo nella promozione della responsabilità, della trasparenza e delle buone pratiche di tutela a livello globale

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

La Sala Stampa della Santa Sede ha pubblicato oggi gli Statuti aggiornati della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, che Papa Leone XIV ha approvato “ad experimentum”, per un periodo di prova di tre anni, rafforzando il costante impegno della Chiesa per la protezione dei minori e delle persone vulnerabili in tutto il mondo. I precedenti Statuti risalivano al 2015, e con la promulgazione della Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium, nel marzo 2022, che disciplina gli organismi della Curia Romana, è stato necessario adeguare gli Statuti della Commissione al rinnovato mandato e alla nuova struttura previsti dalla Costituzione.

Verny: l’impegno a integrare la tutela nella vita della Chiesa

“Gli Statuti rappresentano un passo importante nell'approfondimento della nostra responsabilità condivisa di proteggere e prenderci cura dei più vulnerabili” - sottolinea il presidente della Commissione, l’arcivescovo Thibault Verny – “Essi riflettono l'ascolto delle vittime e dei sopravvissuti, degli esperti nel campo della tutela e dell'esperienza delle Chiese locali, riaffermando che la salvaguardia rimane una priorità centrale”. I nuovi Statuti rafforzano il ruolo della Commissione nella promozione delle pratiche di tutela in tutta la Chiesa universale e ne chiariscono ulteriormente il mandato, la struttura e le modalità operative. L'aggiornamento si inserisce nel più ampio impegno della Santa Sede volto a garantire che la tutela sia pienamente integrata nella vita e nelle strutture della Chiesa.

Approcci ispirati all’ascolto di vittime e sopravvissuti

Tra i principi fondanti i nuovi documenti, vi è la costante attenzione ad approcci ispirati all'ascolto delle vittime e dei sopravvissuti. Viene anche chiarito il rapporto della Commissione con gli altri Dicasteri e rafforzato il ruolo della Commissione nella promozione della responsabilità, della trasparenza e delle buone pratiche di tutela a livello globale. Leone XIV ha infatti costantemente affermato che la protezione dei minori e delle persone vulnerabili costituisce una responsabilità fondamentale della Chiesa. Gli Statuti aggiornati riaffermano tale impegno e il sostegno alla Commissione nella sua missione di accompagnare le Chiese locali nel rafforzamento dei propri sistemi di tutela.

La natura della Commissione

Nei primi articoli si definisce la natura della Commissione, che offre consulenza al Santo Padre sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili dagli abusi (art. 2 comma 1) e riferisce direttamente a lui tramite il presidente (art. 1 comma 2). Essa opera presso il Dicastero per la Dottrina della Fede e collabora strettamente con esso nello scambio di informazioni, nello sviluppo di metodologie di tutela, nella preparazione del Rapporto Annuale e nei programmi formativi. Il presidente o il segretario sono membri designati del Dicastero per la Dottrina della Fede e uno o più officiali del Dicastero vengono nominati dal prefetto come osservatori alle Assemblee plenarie della Commissione (art. 3). La Commissione contribuisce a orientare, senza governarlo direttamente, il servizio alla Chiesa universale attraverso la promozione della responsabilità locale e delle competenze dei Dicasteri della Curia Romana in materia di tutela.

Le competenze: segnalazione, ascolto e vita consacrata

La Commissione assiste le Chiese locali e promuove la responsabilità a livello locale (art. 2 comma 3 e art. 6 commi 1-3) nello sviluppo di sistemi di segnalazione stabili e accessibili, nonché di centri di ascolto a livello regionale e nazionale che accolgano, ascoltino e accompagnino le vittime e i sopravvissuti, tutelando al contempo la riservatezza, i dati personali e i diritti di tutte le persone coinvolte. La Commissione può essere coinvolta nel processo delle visite ad limina, in collaborazione con il Dicastero per la Dottrina della Fede e secondo le procedure da esso stabilite (art. 2 comma 4). Essa sostiene inoltre la vita consacrata attraverso le Conferenze dei superiori maggiori, partner preziosi nella formazione, nella diffusione delle buone pratiche e nel coordinamento volto a promuovere la responsabilità dei Superiori e il diritto proprio di ciascun Istituto (art. 2 comma 5; art. 5 comma 1).

Il Rapporto Annuale sulla tutela

Spetta alla Commissione predisporre un Rapporto Annuale sulle politiche e sulle procedure ecclesiali di tutela, che è elaborato con il contributo dei Dicasteri e degli organismi ecclesiali locali e, dopo consultazione con la Segreteria di Stato, viene sottoposto al Santo Padre affinché ne autorizzi la pubblicazione (art. 2 comma 6; art. 7 commi 1, 8 e 9). Il Rapporto Annuale descrive la situazione della tutela nella Chiesa globale, distinguendo tra politiche verificate, pratiche dichiarate, informazioni ricevute, problematiche sistemiche e raccomandazioni.

Collaborazione con la Curia Romana

La Commissione collabora con i Dicasteri della Curia Romana nelle questioni riguardanti la tutela e può, in coordinamento con la Segreteria di Stato (art. 2 comma 7), presentare raccomandazioni ai prefetti dei Dicasteri. In caso di violazioni ripetute o di gravi carenze nei sistemi locali di tutela, la Commissione può trasmettere direttamente le proprie valutazioni al Dicastero competente, che conserva il potere decisionale proprio della sua funzione (art. 6 comma 4).

Un quadro universale di tutela

La Commissione promuove un quadro comune di principi di tutela attraverso la conformità delle linee guida locali alle indicazioni della Santa Sede. Principi che vengono definiti e attuati a livello locale, tenendo conto delle specificità dei diversi contesti e della normativa civile vigente (art. 2 comma 2; art. 5 comma 2).

La composizione della Commissione

La Commissione è composta da un massimo di 23 membri, nominati dal Papa, ed è rappresentata dal presidente, anch'egli nominato dal Pontefice. Il presidente è assistito da un segretario che è membro della Commissione (art. 8). La Commissione si riunisce due volte l'anno in Assemblea plenaria e opera collegialmente sotto la guida del presidente (art. 9). Essa comprende gruppi regionali e gruppi di studio (art. 10). Il presidente e il segretario sono assistiti e consigliati dal Consiglio Esecutivo, organo permanente composto dal presidente e dal segretario stessi, e da tre commissari scelti tra i membri della Commissione e gli officiali della Santa Sede al suo servizio.

Il Consiglio Esecutivo può avvalersi anche di due membri esterni esperti in materie finanziarie e amministrative (art. 11). La Commissione, infine, può avvalersi di consulenti regionali per l'attuazione del proprio mandato (art. 12). Il testo integrale degli Statuti aggiornati è disponibile in italiano sul sito: press.vatican.va.

 

 

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

13 giugno 2026, 12:00