Cerca

L'inaugurazione del presepe e l'accensione dell'albero di Natale a piazza S. Pietro, lo scorso 15 dicembre 2025. L'inaugurazione del presepe e l'accensione dell'albero di Natale a piazza S. Pietro, lo scorso 15 dicembre 2025.  (@Vatican Media)

Natale 2026, saranno i bambini malati a decorare l’albero di Piazza San Pietro

Gli addobbi verranno preparati dai laboratori di ceramico-terapia promossi dalla Fondazione Lene Thun nei reparti oncologici dei nosocomi pediatrici italiani. L’albero sarà donato invece dal comune di Terranova di Pollino, in provincia di Potenza. Il presepe, offerto dall'arcidiocesi di Chieti-Vasto, seguirà il gusto della tradizione dei pastori abruzzesi. Ambientazione “marinara” invece per quello allestito dal Carnevale di Viareggio in Aula Paolo IV

Vatican News

Il tradizionale albero di Natale in piazza San Pietro sarà rivestito quest’anno dei desideri di vita e guarigione di tanti bambini malati, in cura negli ospedali italiani. Saranno proprio loro gli artisti che modelleranno con l’argilla le decorazioni destinate ai rami: gli addobbi racconteranno una storia corale, fatta dei pensieri e delle emozioni più intimi dei piccoli pazienti. Il progetto, come si legge in una nota del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, si chiama “Il Mondo che vorrei” ed è un’iniziativa della Fondazione Lene Thun, che quest’anno curerà l’allestimento dell’abete bianco, alto circa 25 metri, proveniente dal bosco di Cugno dell’Acero e donato dal comune di Terranova di Pollino, in provincia di Potenza, in Italia.

Le decorazioni per l’albero saranno plasmate nei laboratori di ceramico-terapia della Fondazione Lene Thun che si svolgono ogni settimana nei reparti di oncoematologia pediatrica dei nosocomi italiani, rappresentando un vero e proprio supporto psicologico durante il periodo di malattia. L’istituzione senza scopi di lucro, nata nel 2006, ha attivato 56 laboratori in 36 strutture sanitarie di eccellenza e, in vent’anni di attività, più di 80.000 bambini, insieme alle loro famiglie, hanno trovato in questo percorso uno spazio di espressione, sollievo e condivisione. L’opera sarà realizzata con il supporto del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, per tramite della Direzione delle Infrastrutture e Servizi.

Un presepe secondo la tradizione abruzzese

Il presepe di piazza San Pietro quest’anno sarà realizzato dall’arcidiocesi di Chieti-Vasto, insieme all’Associazione Amici del Presepe di Atessa, la Libera Confraternita degli Artisti e il Centro Educazione Carcerario Santi Pietro e Paolo di Vasto. Coniugherà il messaggio biblico con la tradizione rurale abruzzese. La capanna, con le sue caratteristiche coperture in paglia, ricorderà i luoghi di lavoro dei contadini e le antiche abitazioni tipiche, i “Pagliarelli” o “Pinciare”, fatte di terra e paglia, semplici, ma capaci di accogliere tutto il necessario per la vita. Tra le greggi in terracotta, i numerosi pastori, vestiti con i costumi tipici abruzzesi, cioè panni grezzi e pelli di pecora, simboleggeranno una fede semplice e sincera. Nella rappresentazione comparirà anche una pecora nera che evocherà l’essere prediletti dalla divina misericordia, significando l’umanità smarrita, il peccatore che Cristo vuole ricondurre a sé. È il segno che nessuno è escluso dalla gioia della nascita del Salvatore. Il presepe sarà sormontato da una Torre, su cui veglia un angelo che annuncia la Gloria del Verbo fatto uomo. Essa richiama visivamente la biblica Migdal Eder, la “Torre del Gregge”, un luogo che la tradizione e la Scrittura indicano come il punto esatto in cui il Messia sarebbe stato rivelato per la prima volta. Completeranno le scenografie animali e arredi tipici della tradizione rurale abruzzese.

Ambientazione marinare per la Natività in Aula Paolo IV

Il presepe nell’Aula Paolo VI sarà donato quest’anno dalla Fondazione Carnevale di Viareggio. L’ambientazione della Natività sarà il contesto marinaro della tradizione locale, dove gli elementi del mare e della vita dei pescatori assumeranno valore simbolico e spirituale. Particolare rilievo verrà attribuito, nella rappresentazione, alla figura di san Giuseppe, presentato come custode della fragilità e della luce, mentre i Re Magi, reinterpretati come pescatori, offriranno doni legati al mare, evocativi della comunità, accoglienza e abbondanza.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

01 giugno 2026, 15:46