L'arcivescovo Ettore Balestrero L'arcivescovo Ettore Balestrero 

IA e lavoro, la Santa Sede: difendere la dignità umana e il bene comune

L'arcivescovo Balestrero, osservatore permanente presso l'Onu e le altre organizzazioni internazionali a Ginevra, è intervenuto ieri alla 114ma Conferenza internazionale del lavoro: "Bisogna mitigare gli effetti dannosi delle nuove piattaforme economiche, assicurando che l’IA serva veramente il bene comune"

Vatican News

La rapida crescita dell’economia delle piattaforme ha trasformato il mondo del lavoro, offrendo nuove opportunità lavorative ma esponendo anche molti lavoratori "a nuove forme di invisibilità e sfruttamento". È quanto afferma l’Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu e le altre organizzazioni internazionali a Ginevra, arcivescovo Ettore Balestrero, nel suo intervento ieri alla 114ma Conferenza internazionale del lavoro. 

Tutelare la dignità umana e del lavoro

Secondo il presule, il confronto sull’economia delle piattaforme dovrebbe incentrarsi «sulla dignità inerente della persona umana data da Dio e sulla dignità del lavoro». «La sfida non è tecnologica, ma antropologica», afferma Balestrero citando una frase di Papa Leone XIV nel messaggio per la 60ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. 

Evitare nuove disuguaglianze

Riguardo le preoccupazioni etiche, l’Osservatore permanente ha richiamato la recente Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone per sottolineare che quando il potere è concentrato nelle mani di pochi «tende a diventare opaco e a sfuggire al controllo pubblico, aumentando il rischio di forme di sviluppo distorte che danno origine a nuove dipendenze, esclusioni, manipolazioni e disuguaglianze». Per questo — ha affermato — è fondamentale costruire forme di cooperazione «nel rispetto del bene comune». 

Lo sviluppo al servizio del bene comune

Un altro aspetto critico della crescente digitalizzazione del settore riguarda «il potere di garantire o limitare l’accesso al lavoro» da parte degli operatori delle piattaforme. «Ciò significa che i lavoratori potrebbero dover pagare per accedere alle opportunità di lavoro», ha osservato l’arcivescovo parlando di una inversione del principio secondo cui nessun lavoratore dovrebbe mai pagare per avere un lavoro. “È pertanto decisivo — ha concluso — impegnarsi nelle discussioni con i partner sociali sui modi per mitigare gli effetti dannosi delle nuove piattaforme economiche, assicurando che l’IA serva veramente il bene comune».

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

02 giugno 2026, 09:54