Cerca

2026.06.10 Il cardinale Czerny al Med 26 di Barcellona

Med26, Czerny: alziamo lo sguardo per contemplare un orizzonte di pace

Nel suo indirizzo di saluto a nome di Leone XIV rivolto ai partecipanti all’incontro che a Barcellona, fino al 12 giugno, riunirà vescovi, giovani e teologi provenienti dalle nazioni dell’area mediterranea per discutere sulla costruzione della pace il cardinale, Prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ha messo in evidenza come il Mediterraneo, culla delle civiltà, sia segnato da conflitti di una gravità senza precedenti

Federico Piana- Città del Vaticano

"Purtroppo, il Mediterraneo, culla delle civiltà, è segnato da conflitti di una gravità senza precedenti. Divisioni geopolitiche, disuguaglianze economiche, spostamenti forzati di popolazione e tragedie migratorie mettono in luce le sfide urgenti che ci troviamo ad affrontare. Dobbiamo prestare particolare attenzione ai più vulnerabili, vittime di queste divisioni e disuguaglianze nonché degli effetti del cambiamento climatico". Nel suo indirizzo di saluto a nome del Santo Padre rivolto ai partecipanti all’incontro Med26 — che a Barcellona fino al 12 giugno riunisce vescovi, giovani e teologi provenienti dalle nazioni dell’area mediterranea per discutere sulla costruzione della pace — il cardinale Michael Czerny, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale, ha sottolineato come, oggi più che mai,  "nuove forme di esclusione colpiscono soprattutto i giovani, le cui aspirazioni all'istruzione e a un futuro promettente sono frustrate da ostacoli alla mobilità sempre più complessi".

Pace disarmata e disarmante

Il titolo del summit, organizzato dal Comed, l’ ufficio di coordinamento ecclesiale per il Mediterraneo, è Alzad la mirada, Alzate lo sguardo, e riprende il motto del viaggio apostolico che Leone XIV sta compiendo in Spagna. Facendo riferimento alla tappa odierna a Barcellona e alla messa che il Pontefice celebrerà in serata nella basilica della Sagrada Familia  inaugurando la Torre di Gesù Cristo, il porporato ha voluto mettere in evidenza come sia bellissimo che il Pontefice benedirà la torre più alta "simbolo di quella pace che tanto desideriamo: una pace disarmata e disarmante. Alziamo lo sguardo, Alzad la mirada, per contemplare insieme un orizzonte di pace e riconciliazione. Facciamo sì che nei nostri cuori si aprano cammini di attenzione e integrazione che dobbiamo rinnovare continuamente per rinnovare la speranza in questa regione del mondo".

Il coraggio della pace

Il cardinale, con il suo intervento, ha esortato ad avere coraggio per  individuare vie nuove per la pace: "Non si tratta semplicemente di analizzare o valutare, ma occorre piuttosto un nuovo paradigma di amicizia sociale. Un processo concreto, nello spirito stesso dell'approccio sinodale, proposto alla Chiesa universale, deve iniziare qui: partendo dalle realtà locali, imparando ad ascoltarci l’un l’altro, a discernere le vere sfide, a camminare insieme e, sempre insieme, a costruire un futuro mediterraneo".

Trasformazione autentica

Citando l’esortazione apostolica postsinodale di Papa Francesco Querida Amazonia, il Prefetto ha ricordato che "un'autentica trasformazione non può essere imposta dal di fuori. Le soluzioni sostenibili nascono dall'ascolto delle persone, dal rispetto delle culture e dal coinvolgimento di tutte le parti interessate. Ciò che vale per l'Amazzonia vale ovunque, compreso il Mediterraneo. Sebbene molto diverso dal Sudamerica, anche il Mediterraneo richiede una rinnovata attenzione e organizzazione dal basso, senza le quali i disastri ecologici e di altro genere si moltiplicheranno".

Lungo percorso

Il Med26 si inserisce in un percorso iniziato a Bari nel 2020 poi proseguito a Firenze nel 2022 e a Marsiglia nel 2023. Questi incontri del Mediterraneo, ha spiegato il cardinale,  evidenziano "quanto la voce dei giovani possa aprire nuovi orizzonti, favorendo nuove amicizie e dando vita a nuovi progetti. Con loro è possibile sognare, è possibile impegnarsi. Sono loro i protagonisti principali del futuro di questa casa comune. Non vogliono disastri climatici, non vogliono la guerra, non vogliono divisioni. Soffrono per la chiusura delle frontiere e guardano agli adulti come a un punto di riferimento per vivere meglio insieme. I Vescovi sono stati i primi a entrare in questa dinamica di ascolto. Sono presenti, non come osservatori esterni, ma come compagni di viaggio, come interlocutori. Assieme ai leader politici e religiosi, agli attori sociali e agli accademici, i giovani desiderano contribuire alla realizzazione condivisa del bene comune che è il Mediterraneo".

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

10 giugno 2026, 11:43