L'Aula Paolo VI durante i lavori del Sinodo. L'Aula Paolo VI durante i lavori del Sinodo.

Sinodo, il cardinale Grech: un cammino lungo e promettente

Il segretario generale del Sinodo ha aperto ieri pomeriggio l’incontro dei responsabili degli organismi continentali della Chiesa che si conclude domani, 25 giugno, a Roma

Vatican News

"Non c’è mai stato un processo sinodale che abbia generato un tale slancio, una tale gravitas": è quanto ha affermato  il cardinale Mario Grech, segretario generale  del Sinodo, aprendo, nel tardo pomeriggio di martedì 23 giugno, l’incontro con i vertici delle Riunioni internazionali delle Conferenze Episcopali. Il porporato, che ha tracciato un breve bilancio del cammino finora compiuto ricordando l’unicità dell’attuale processo, ha ricordato che "sono numerose, infatti, le iniziative realizzate dalle Chiese locali (tra cui le scuole di sinodalità istituite per sostenere la formazione; i simposi, i convegni, i percorsi di ascolto e discernimento) per coinvolgere i fedeli". Tuttavia, ha sottolineato il cardinale, "sarò veramente soddisfatto solo quando vedrò nascere un ampio movimento missionario, un rinnovato impulso che porti la Chiesa ad andare avanti, a rischiare, a farsi prossima, a testimoniare con libertà e creatività il Vangelo. Perché, come è stato ripetuto più volte, lo scopo ultimo di questa conversione sinodale non è semplicemente quello di migliorare i processi interni o di rendere più partecipative le nostre strutture". Si tratta, piuttosto, di annunciare la persona di Gesù Cristo come ricordato nel Documento finale della Seconda sessione della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi. 

Il cardinale Mario Grech, segretario generale  del Sinodo (foto d'archivio).
Il cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo (foto d'archivio).

La pluralità come dono

Per  Grech, "se la sinodalità non porta a un rinnovato impegno missionario, se non infiamma i cuori e non spinge le persone all’azione, se non dà origine a comunità che proclamano Cristo con gioia e con parresia, allora rischia di restare incompiuta". Il Segretario generale  ha ricordato che questa missione è strettamente connessa alla transizione che la Chiesa sta attraversando sin dal Concilio Vaticano II, proponendo un modello di Chiesa che valorizza i diversi contesti sociali e culturali in cui le Chiese locali vivono e svolgono la loro missione. "Queste varietà - teologiche, liturgiche, pastorali, disciplinari - non sono una minaccia all’unità, ma una delle  sue condizioni vitali". Impediscono che "la vita ecclesiale si riduca a un’unica forma, a un’unica sensibilità o ad un unico modello culturale. La sinodalità, in questo senso - ha proseguito - non è semplicemente un metodo organizzativo, ma il cammino attraverso il quale la Chiesa impara a riconoscere, accogliere e integrare la pluralità come dono dello Spirito".

Una Chiesa poliedrica

A sostegno di tale visione vi è l’immagine di una Chiesa poliedrica, una prospettiva proposta non solo da Papa Francesco (Evangelii gaudium, 236), ma anche da  Leone XIV nella recente enciclica Magnifica humanitas (25). Per il segretario generale del Sinodo, "l’immagine del poliedro, abbracciata da entrambi i Pontefici, diventa così una vera icona ecclesiologica: la verità unica del Vangelo si riflette da molteplici angolature, senza perdere la sua unità, ma arricchendosi della pluralità delle culture, delle esperienze e dei carismi. Applicata alla sinodalità, questa logica acquista particolare eloquenza. Il cammino sinodale - ha aggiunto - non mira a occupare spazi istituzionali o a ridefinire equilibri di potere, ma a generare dinamiche di ascolto, discernimento e corresponsabilità che, nel tempo, trasformano la Chiesa dall’interno. È un processo che non teme la diversità, ma la accoglie come luogo in cui la verità del Vangelo può risuonare in modi nuovi e inaspettati". Il cardinale Grech ha concluso poi il suo discorso ricordando anche la dimensione ecumenica del processo sinodale. I lavori proseguono oggi, mercoledì 24 giugno, con sessioni plenarie e gruppi di lavoro, tra cui un momento di condivisione tra i partecipanti sui principali sviluppi nell’attuazione del Documento finale (esperienze significative, difficoltà emerse, priorità pastorali) nonché sul ruolo degli organismi continentali nell’accompagnamento delle Chiese locali e dei raggruppamenti di Chiese con particolare attenzione anche al ruolo della comunicazione. Domani pomeriggio, giovedì 25 giugno,  Leone XIV incontrerà  i partecipanti e dialogherà con loro presso la Segreteria generale del Sinodo.

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24 giugno 2026, 15:00