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Il venerabile Enrico Medi Il venerabile Enrico Medi

Un convegno su Enrico Medi. Fabene: affrontò le sfide della modernità senza paura

Si è tenuto ieri sera, presso il Palazzo della Cancelleria, un evento per ricordare il venerabile fisico e docente universitario, padre costituente della Repubblica Italiana e vicepresidente dell’Euratom. Il segretario del Dicastero delle Cause dei Santi: un esempio di coerenza e coraggio per tutti i laici, ma anche un'ispirazione per gli uomini di scienza, i politici e gli operatori della comunicazione nell'odierna era digitale

Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano

Uomo di fede radicato nel suo tempo, protagonista di uno degli eventi più rappresentativi della storia della Repubblica italiana in quanto membro dell'Assemblea costituente. Ma anche figura capace di parlare alla società odierna per il suo impegno come divulgatore scientifico in televisione e vicepresidente dell'Euratom, organizzazione europea istituita nel 1957 con lo scopo di coordinare i programmi di ricerca sull'energia nucleare. Un impegno pubblico nell'affrontare con coraggio le sfide della modernità che lo rende ispirazione per gli uomini di scienza, i politici e gli operatori della comunicazione nell'odierna era digitale. Ma anche una dedizione nel privato – in maniera del tutto riservata, si fece personalmente carico per lungo tempo delle necessità economiche di alcune persone in difficoltà che a lui ricorrevano – che lo rendono invece un esempio di fede e coerenza per tutti i laici. Così monsignor Fabio Fabene, segretario del Dicastero delle Cause dei Santi, racconta ai media vaticani la figura del venerabile Enrico Medi alla luce del convegno tenutosi ieri, 26 maggio, presso il Palazzo della Cancelleria, dal titolo “L’infinito negli occhi. Enrico Medi, il politico, lo scienziato, l’uomo di fede”.

Ascolta l'intervista a monsignor Fabene

Una fede "ricca di frutti"

"Un laico dalla personalità poliedrica, padre di famiglia, scienziato, politico, comunicatore; e tutti questi aspetti della sua persona erano unificati dalla fede". Così monsignor Fabene descrive la figura di Medi, nato a Porto Recanati il 26 aprile 1911 e riconosciuto come venerabile il 23 maggio 2024. Un credere coerente e "ricco di frutti", capace di portare in ogni ambito in cui Medi operava "la luce del Vangelo", al punto che un testimone ha affermato di lui: "è stato un dono del Signore che ha illuminato la nostra terra, e ancora oggi con la sua testimonianza di santità illumina il cammino dei credenti e anche della storia".

L'opera politica

Tra i numerosi ambiti in cui risiede l'impegno di Medi c'è quello politico, sviluppatosi da un impegno sociale sbocciato presso la Pontificia Opera di Assistenza, a Roma, dove la famiglia si trasferì quando il futuro scienziato aveva nove anni. Il culmine lo raggiunse nel 1946, quando venne eletto nell’Assemblea Costituente all'interno liste della Democrazia Cristiana e due anni dopo deputato al Parlamento, diventando inoltre responsabile dell’Ufficio organizzativo centrale della Democrazia Cristiana. Un'opera, sottolinea il segretario del Dicastero delle Cause dei Santi, sempre "animata dalla speranza, la speranza di costruire un'umanità nuova, un mondo nuovo, un mondo più giusto, un mondo secondo il progetto di Dio".


La carità nel privato

Di Medi si ricorda anche l'assiduo sostegno, nel privato, a chi si rivolgeva a lui. "Come ieri è stato ricordato dalla figlia", racconta monsignor Fabene, "una volta un suo amico, un altro professore universitario, gli disse che aveva difficoltà economiche. Quel giorno lui aveva ricevuto lo stipendio e lo diede totalmente a questo suo collega". Un esempio in cui la fede diventa "aiuto, sostegno e carità verso gli ultimi". 

L'impegno per un nucleare pacifico

Politico, uomo di carità, ma anche comunicatore e divulgatore scientifico, "uno dei primi della televisione italiana", sottolinea il presule. "Ci sono testimonianze molto belle, lettere a lui scritte da persone semplici in cui elogiavano la sua capacità di esposizione e di far comprendere le cose difficili della fisica, della scienza in modo molto semplice e molto comprensibile". Perché Medi era anzitutto un "grande fisico", e come tale ha operato presso l'Euratom, esortando all'utilizzo dell'energia atomica in maniera pacifica. "E questo è un messaggio molto grande in questi tempi di guerra, in questi tempi un po' preoccupanti. Medi ha aperto una pista, ha aperto delle prospettive che noi oggi dovremmo raccogliere proprio perché l'energia atomica sia utilizzata per la pace e non per la guerra".

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27 maggio 2026, 14:00